Baranca (Federbet): Più basso è il livello della competizione, minore è il “costo” della corruzione, più facile è per i corruttori agire.

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Nelle ultime ore è salito alle ribalta il “caso” dell’Athlone Town FC, club di seconda divisione del calcio irlandese, sottoposto ad indagini da parte della FAI, che sospetta che alcuni giocatori siano rimasti coinvolti nel match fixing di tre diverse gare ufficiali. Un danno di immagine per la società irish con più di 130 anni di storia, diventata famosa sui principali motori di ricerca per questa “figuraccia”.

Quello che sta diventando abbastanza frequente è l’interesse dei “corruttori” anche nei confronti di piccoli club di serie minori. Ne abbiamo parlato con Francesco Baranca, segretario generale FederBet, uno dei massimi esperti internazionali nel monitoring del match fixing presente nel calcio.

D: Su un noto giornale irlandese il giornalista ha scritto testualmente: “…ma perchè si arriva a scommettere su un piccolo club irlandese, per fare match fixing”? Qual è la sua opinione al riguardo?

R: Il problema è sempre il solito, l’offerta si è dilatata a dismisura, e per i “cacciatori” di fixing, diventa una priorità trovare mercati “nuovi”. Quindi cercano clubs con problemi di bilancio, offrono ponti d’oro e poi cercano di agire, sperando di non essere scoperti. Sono sempre stato un liberale assoluto per quanto concerne l’offerta nelle scommesse, ma ora credo si stia passando il segno. Ed un unico modo per bloccarle (e farlo nelle competizioni in cui giocano i minori) è fermare, senza se e senza ma, la trasmissione dei dati. In Ucraina (dove è il nuovo procuratore federale della FFU, nda) proporrò una norma di questo tipo.

D: Che tipologia di flussi anomali avete monitorato sulle partite dell’Athlone Town FC e su quali mercati si è scommesso nello specifico?

R: Appena abbiamo realizzato chi fossero gli investitori, il direttore generale e i giocatori dell’Athlone Town, li abbiamo “marcato” stretti. Qualche episodio poco chiaro c’era già nelle prime giornate e poi il “big one” contro il Longford (altro club di calcio irlandese). Lì si è passato il segno con puntate più che anomale che si riflettevano in quote illogiche. Queste organizzazioni puntano sempre sul mercato asiatico, dove sono particolarmente organizzate, ed un “investimento” così laborioso, richiede puntate sostanziose. L’impressione, però, è sempre la stessa, ovvero che se non avessimo sollevato il polverone, tutto sarebbe passato sotto traccia. Da notare il comportamento, più che esemplare, dei tifosi dell’Athlone, che, con grande maturità, hanno subito capito che qualcosa non andava. Vorrei fare io una domanda, ma le autorità preposte al controllo (FAI, Lega irlandese, vecchia proprietà) non hanno accesso a Google?

D: Quali sono i rischi connessi ai campionati minori sotto il profilo del match fixing? E’ vero che la “longa mano” della criminalità si sta spostando proprio su campionati che non sono abitualmente sotto i riflettori e il controllo puntuale delle organizzazioni deputate alla vigilanza?

R: Torniamo a quanto già detto in occasione della prima domanda. Più basso è il livello della competizione, minore è il “costo” della corruzione, più facile è per i corruttori agire. Pensiamo ai tornei minori del tennis o ai campionati giovanili e quelli femminili. Ripeto, io bloccherei il problema alla fonte. Non crediate alla leggenda che i bookmakers siano contenti di offrire certe competizioni, ne farebbero volentieri a meno.

D: E nelle serie superiori del calcio europeo?

R: Il problema non accenna a diminuire, nemmeno nelle serie superiori e questo week-end, per esempio, abbiamo riscontrato grosse anomalie nelle serie A portoghese.