A parole è centrale il “programma”, nella realtà il totoministri

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“Governo senza vicepremier” è la proposta del Pd per ‘far decollare’ il governo Conte-bis. L’ha lanciata nelle ultime ore Franceschini, il candidato più accreditato per il posto appunto di vicepremier, ma la sostiene anche Nicola Zingaretti (‘è difficile, ma di tutto per il nuovo governo’) dopo che il presidente incaricato (Giuseppe Conte) si era smarcato dai 5S. ‘Io del M5s? Una formula inappropriata’, aveva risposto alla festa de Il Fatto Quotidiano. Secondo molti la deadline per veder nascere una bozza di nomi da presentare al presidente Mattarella è la metà di questa settimana. 

Intanto il blog delle Stelle annuncia che la votazione sulla piattaforma Rousseau sul governo M5S-Pd avverrà martedì dalle 9 alle 18. Reso noto anche il quesito: “Sei d’accordo che il MoVimento 5 Stelle faccia partire un Governo, insieme al Partito Democratico, presieduto da Giuseppe Conte?”.

Nella realtà, comunque, anche se a parole si parla solo della centralità del “programma” (con il M5S che ha spedito al PD un lungo elenco di 20 punti), a tenere banco è il “totoministri”. E la casella del MEF è quella più gettonata. Inserirvi un pentastellato o un dem cambia di molto lo scenario futuro (soprattutto per l’industria del gioco).