A Torino primo segnale forte contro il ministro Di Maio. I lavoratori del settore sono stanchi

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Migliaia di lavoratori, oggi, senza il cappello di questa o quella azienda del comparto del gioco, si sono riuniti spontaneamente a Torino (davanti al palazzo della Regione Piemonte) per protestare contro le leggi (in questo caso regionali), che stanno ammazzando letteralmente gli operatori interessati a difendere il posto di lavoro nel comparto del gambling. E’ un primo “segnale” che la comunità dei lavoratori spedisce a Roma all’attenzione del ministro Luigi Di Maio (MISE/Lavoro).

Non è più tempo di tavoli, tavolini o salotti romani. E’ tempo piuttosto di “protesta” sindacale, chiaramente nel rispetto delle vigenti leggi nazionali. O si vive o si muore, verrebbe da dire. Correttamente questi lavoratori sono scesi per strada, ci hanno messo la faccia e chiedono di essere ascoltati dai politici della Regione, per emendare in alcuni punti un provvedimento considerato troppo limitativo, per non dire punitivo, nei loro confronti. Adesso la palla passa in Regione, dove i politici devono dare delle risposte concrete alle istanze di questi lavoratori, i cui diritti da tempo sono violati da norme assurde quanto illiberali.