Abrignani (ALA): Sul poker live maggiore chiarezza. Se si attaccano le imprese legali, si lascia solo spazio alle mafie

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O si gioca in modo legale o meglio chiudere le tante sale da poker live (spesso illegali) presenti sul territorio nazionale. Non ha mezze misure Ignazio Abrignani, deputato di ALA (il gruppo parlamentare guidato da Denis Verdini). Da qui l’idea di un “emendamento” in Commissione Bilancio alla Camera proprio per fare chiarezza sul tema. Abrignani giustamente fa notare che attaccando le aziende legale si fa solo un regalo alle mafie. Nello specifico solo questo stanno aspettando: poca chiarezza, perché operano nell’ombra e negli spazi lasciati da chi ha esitazione. 

“Presentando questo emendamento spero che si torni ad affrontare seriamente l’argomento del poker live.  Con la legge comunitaria del 2008 si doveva regolamentare un settore importante del gioco in Italia, ma tutto questo non è mai stato fatto. Al momento di fatto in Italia esistono tante sale da poker che sono abusive e che sono state aperte in base ad una norma mai attuata. O si mettono in regola, o si chiudono”. Ignazio Abrignani (ALA) Alleanza Liberalpopolare-Autonomie commenta così ad Agimeg la decisione di segnalare alla Commissione Bilancio della Camera un emendamento per abrogare la parte della legge comunitaria del 2008 che disciplinava il poker live. La comunitaria del 2008 – lo ricordiamo – avrebbe dovuto disciplinare i tornei live di poker sportivo (online già si gioca), con una previsione di mille licenze (da 100 mila euro ciascuna) e tasse al 3% sul giocato, ma l’intervento definitivo si è bloccato per un regolamento mai pubblicato dal ministero degli interni.

“Spesso sento attaccare le concessionarie del gioco pubblico. Sono imprese che lavorano legalmente e creano posti di lavoro. Sono inoltre un importante baluardo contro la criminalità organizzata, che ha interesse ad operare nell’illegalità. Se si attaccano le imprese legali, si lascia solo spazio alle mafie”. – ha proseguito il parlamentare di ALA.