ACADI chiede un tavolo urgente di confronto al Governo. Incremento fiscale sui giochi danno per il sistema

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Il tavolo di confronto con le istituzioni «non è più procrastinabile». A chiederlo a gran forza è ACADI una delle più importanti associazioni di categoria nel settore dei giochi. Il problema principale è l’ulteriore incremento fiscale che sta creando molti danni economici per gli operatori.

Acadi, l’associazione dei concessionari di giochi pubblici, ha ribadito in una nota l’esigenza di un confronto tra gli operatori di gioco e Governo.

Il logo di ACADI

L’Associazione ha giudicato «molto negativamente» l’ulteriore incremento fiscale sui giochi, cresciuto «in pochi mesi per ben tre volte consecutive. Le nuove disposizioni rendono «ancora più critica la tenuta del sistema pubblico di controllo dell’offerta, compromettendo l’equilibrio economico degli affidamenti, i livelli occupazionali di comparto e conseguentemente la capacità di tutela della domanda degli utenti».

Per Acadi si tratta dell’«ennesima spallata all’equilibrio concessorio e alla tenuta del sistema legale è peraltro imposta in combinazione con le politiche espulsive adottate dalle normative territoriali». L’associazione ricorda di avere «già esortato il Governo ed il Parlamento ad analisi tecniche approfondite sulle reali dinamiche, sulle reali possibilità e capacità di contribuzione del mercato dei giochi pubblici e degli operatori» e ribadisce «l’immediata disponibilità a interloquire. Gli operatori – conclude la nota – sono determinati a far valere i diritti della persona, del lavoro, dell’impresa, dell’ordine pubblico e del gettito erariale. Non è più procrastinabile un tavolo di confronto serio e leale»