ACADI lancia un monito alla Commissione lavoro del Senato sull’aumento di tassazione (nel comparto del gioco)

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Tirando, tirando, si rischia di spezzare la corda e quello che potrebbe sembrare una operazione per raccogliere di più in termini di prelievo fiscale potrebbe generare l’effetto opposto, ovvero un proprio boomerang per le casse dello Stato. Gli aumenti di tassazione su AWP e VLT (nel primo caso doppio, nel secondo triplo) sono una misura senza senso e a confermarlo è una relazione dell’associazione ACADI di fronte alla Commissione Lavoro del Senato sul Decretone. Si rischia di chiedere a molti operatori del settore sforzi non più sopportabili. Ecco perché diverse realtà promettono battaglia nelle prossime settimane. 

«Il comparto del gioco legale sta ricevendo diversi aumenti di tassazione che diligentemente sta cercando di far rispettare, per realizzare gli obiettivi dei Governi che si sono susseguiti nel tempo», pari a «diversi punti percentuali (sostanzialmente raddoppiato per il comparto delle AWP e quasi triplicato per le VLT), ma «questi aumenti vanno a incidere sul margine» e «questo determina una non stabilità del comparto e delle entrate. La nostra preoccupazione è di non riuscire a realizzare gli atti di politica economica, perchè questi continui aumenti stanno indebolendo – fino a renderci impossibile – l’attività che stiamo svolgendo». E’ la denuncia dell’associazione Acadi, ascoltata in audizione in Commissione Lavoro al Senato sul Decretone sul reddito di cittadinanza e quota 100, che prevede alcune norme in materia di giochi.

L’associazione di categoria ha ricordato anche diverse norme regionali che intervengono sulla distribuzione del gioco sul territorio, che condizionano la raccolta. «I distanziometri che sono previsti sono viziati da un errore tecnico: sono talmente tanti i luoghi sensibili che, su tutto il territorio, praticamente esistono solo aree coperte da divieto. Questo comporta che l’offerta di gioco legale viene espulsa e interviene un’offerta illegale», spiegano.
«Se non riusciamo ad avere una stabilità del sistema concessorio temiamo di non riuscire a finanziare le misure previste dal Governo”.