Adesso se la prendono pure con la pubblicità durante gli eventi sportivi

adesso-se-la-prendono-pure-con-la-pubblicita-durante-gli-eventi-sportivi

Per fortuna, in questo Paese, c’è ancora un giudice di “buon senso”, verrebbe da dire. E’ di pochi giorni fa, infatti, la sentenza del Tribunale di Milano, che ha rigettato l’ennesimo esposto presentato dal Codacons, sul tema della pubblicità legata al mercato delle scommesse sportive. Secondo l’associazione nazionale gli spot trasmessi dalle reti tv impatterebbero negativamente sui minori. Per il giudice lombardo questa tesi (per fortuna) non ha ragione di esistere. Sarebbe, infatti, assurdo che operatori autorizzati dallo Stato ad operare sul territorio nazionale non possano utilizzare tutti i mezzi di comunicazione (nel rispetto delle normative vigenti).  Sarebbe una violazione concreta del principio di libero mercato e di libera espressione del pensiero. 

Non violano i limiti alla pubblicità sui giochi previsti dal decreto Balduzzi gli spot trasmessi da Sky durante le partite di calcio. Lo ha affermato il Tribunale di Milano – XI Sezione Civile – respingendo con un’ordinanza la richiesta di inibitoria presentata dal Codacons. Secondo l’associazione dei consumatori, le partite di calcio dovrebbero comunque essere considerate trasmissioni dedicate ai giovani (quelle durante le quali a norma del decreto Balduzzi non si possono mandare in onda pubblicità di giochi e scommesse) visto che vengono seguite da un elevato numero di ragazzi; inoltre gli spot violerebbero gli standard qualitativi dal momento che restituirebbero un’immagine edulcorata del gioco. I giudici tuttavia respingono entrambe le tesi. Il Legislatore ha vietato le pubblicità del gioco “con esclusivo riferimento alle trasmissioni specificamente rivolte ai minori ovvero, in un’ottica sistematica che tenga conto di quanto raccomandato dal legislatore comunitario, con riferimento a quelle in cui presumibilmente il pubblico principale è costituito da minori”. (fonte: Agimeg)