#AdifesadelloStatodiDiritto. Validi i contratti di sponsorizzazione dei club di calcio pre Decreto Dignità. Non diciamo sciocchezze.

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C’è un atteggiamento negativo spropositato nei confronti degli operatori del gioco, da parte del Ministro Di Maio (MinLavoro e MISE). Ci sono frasi inspiegabili per quanto sono vibranti e forti. E’ tutto inspiegabile, eppure sta succedendo, ora dopo ora. Un settore, tra l’altro, quello del “gambling” che opera seguendo tutte le leggi vigenti, oggi si deve “vergognare” di operare sul mercato nazionale, pur essendo l’unico comparto legale, ovvero quello del gioco pubblico, lecito e regolamentato.

L’ex Vice Presidente della Camera Luigi Di Maio contestato dal PD (dopo l’intervento di Riccardo Nuti del M5S) durante il voto di fiducia al governo, Roma, 11 dicembre 2013. ANSA/ GIUSEPPE LAMI

Ma adesso si sta esagerando: adesso il ministro Di Maio va oltre perfino la legge, va per una “sua” interpretazione delle leggi italiane. Se infatti è previsto che finché un decreto legge entra in vigore, possono essere messe in campo una serie di iniziative (come per esempio velocizzare magari trattative già in essere) è corretto ed è legale (qui la furbizia non c’entra nulla) che queste stesse aziende (nel caso specifico dello sport) si muovano accelerando i tempi, visto che si stanno accorgendo che i tempi stanno cambiando, a torto o a ragione.

Soprattutto poi se si tratta di contratti di sponsorizzazione, che dureranno una intera stagione (da giugno a giugno dell’anno successivo). Ma il ministro Di Maio è anche un esperto di sponsorizzazioni? Assolutamente. Non ha mai approfondito il tema di come si arriva ad un accordo di questo tipo, ma poi lo vediamo filosofeggiare sullo stesso tema (e fin qui poco male), soprattutto arrivare a dichiarazioni di questo tipo che sono inaccettabili in un Stato di Diritto (sempre che l’Italia lo sia ancora):

…Mi stanno attaccando sul fatto dei contratti a tempo determinato, dicendo che io voglio far perdere i posti di lavoro in Italia, ma in realtà è tutto lì, è intorno al gioco d’azzardo. E questo tempo che c’è voluto per far pubblicare il decreto in Gazzetta Ufficiale, ha permesso ad alcune società di sottoscrivere i contratti in questi giorni per tirare a campare altri 6/7 mesi con la norma transitoria che permette di recedere dal contratto per mettersi in regola con la norma. Ma siccome loro vogliono fare i furbi e qui non ci stanno i fessi, adesso nella sede parlamentare in cui dobbiamo convertire il decreto, mettiamo una norma per rendere nulli anche i contratti stipulati in questi giorni che hanno fatto con i concessionari del gioco d’azzardo. Perché io posso ammettere tutto ma non posso assolutamente accettare che si arrivi a prendere in giro lo Stato”. E’ quanto ha dichiarato Di Maio, Ministro Lavoro e Mise, in visita a Matera.

Ministro, con tutto il rispetto per il suo ruolo istituzionale, qui nessuno vuole prendere in giro lo Stato. E’ Lei che deve prendere coscienza di essere in uno Stato di Diritto. Mi scusi, ma è proprio diverso. Ed è per questo che lanciamo la campagna con l’hashtag #AdifesadelloStatodiDiritto. Noi liberali non arretreremo mai di un centimetro su questo aspetto. A tutela dei diritti delle imprese che intendono ancora operare sul nostro territorio nazionale rispettando tutte le norme vigenti (ma un secondo dopo che lo diventano, non un secondo prima, Ministro). Perché altrimenti si crea un “vulnus” molto, ma molto pericoloso. Legge è solo dopo che è entrata in vigore, non anche prima. E’ sempre stato così e sempre così sarà.