Al presidente Conte chiediamo equilibrio e riflessione sull’industria del gioco

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Parte il nuovo Governo giallo-verde guidato dal prof. Giuseppe Conte, in attesa del voto di fiducia alle Camere, e, tra i diversi dossier sui tavoli dell’esecutivo, c’è anche quello del “gioco”, che, da tempo, cerca risposte dal mondo della politica.

Quello che più ci preme sottolineare è che le decisioni che dovessero essere prese, nei prossimi mesi, non devono arrivare, per esempio, da soluzioni di facciata, quanto piuttosto di sostanza. Prese sull’onda dell’emozione e non su quella della riflessione o del ragionamento.

Abbiamo letto, all’interno del contratto di Governo firmato da Salvini (Lega) e Di Maio (M5S), dell’idea, fuori dal buon senso, del “divieto di sponsorizzazioni e pubblicità” per le aziende del gioco. Crediamo che ci siano gli spazi per confrontarsi su questo tema. La cosa grave è se ci trovassimo, invece, di fronte a delle posizioni precostituite, dove è impossibile portare in dote idee alternative. Questo ripeto sarebbe molto grave. Anche perché, nel caso del suddetto divieto, non si colpisce soltanto la libera imprenditoria delle aziende del gioco, ma anche e soprattutto i ricavi di media e players sportivi (penso soprattutto al mondo del football tricolore). 

Si parla, ovunque, di “governo del cambiamento”, e allora che questo cambiamento venga attuato anche nel comparto del gioco, con l’esclusione di posizioni precostituite o preconcetti sterili. Almeno questo!