Altraeconomia presenta al Senato il libro “Lose for Life” (PRIMA PARTE)

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Presentato oggi al Senato (Palazzo Madama/Roma) il libro “Lose for Life” dedicato al gioco d’azzardo. Di seguito presentiamo la sintesi dei diversi interventi del pomeriggio di lavori.

Pietro Raitano – direttore casa editrice Altraeconomia

Un’opera (da oggi in libreria in tutta Italia per tornare a parlare di questa tematica, su cui da tempo l’associazione Avviso Pubblico (ha una rubrica fissa sulle mafie nel nostro mensile) ha posto l’attenzione.
L’abbiamo realizzato senza alzare steccati tra le parti.
Giulia Migneco – uff stampa Avviso Pubblico e co-autrice di questa opera
Questo libro nasce da una esigenza – di venire incontro alle richieste di molti comuni per i danni innescati in ambito sociale dal gioco d’azzardo. Siamo diventati un punto di riferimento importante per molte amministrazioni per contrastare questo fenomeno. Mancava, però, un lavoro “scritto”. Analizzando il fenomeno del gioco a 360 si possa intanto avere una fotografia completa per trovare anche soluzioni praticabili nel tempo. Solo attraverso la conoscenza si può contrastare questo fenomeno.
Claudio Forleo – giornalista e membro dello staff di Avviso Pubblico da due anni – co-autore del libro
Non ci siamo concentrati solo su una prospettiva (dall’economico, al sociale, passando per la criminalità) e tocca molti soggetti (inclusi quelli istituzionali, e imprenditoriali). C’è l’altro aspetto: le criticità (le mafie, la criminalità). E i comuni devono sapere come approcciare questo fenomeno.
Negli ultimi anni questo mercato è cresciuto del 700%.
Poi c’è il problema del GAP: ufficialmente sono censiti 24 mila persone, ma altri dati prevedono che questa problematica coinvolga una platea compresa tra 200 mila e 1.200.000
Abbiamo coinvolto per la realizzazione di quest’opera diverse professionalità: magistrati, sociologi, matematici, psicoterapeuti. Abbiamo poi contattato tutti gli operatori della filiera. Non volevamo dare in pasto una serie di verità assolute, ma volevamo aprire un dialogo, perché tutti i soggetti coinvolti ammettono spontaneamente che il comparto deve essere riformato. Tra le altre cose nell’ultima parte del libro ci sono tre best practices, dei casi di studio che oggi possono essere prese a modello per i tanti comuni rispetto al problema della ludopatia e non solo.
Il libro vuole essere sia un input per aprire il dialogo ma anche uno stimolo per suscitare una inversione di rotta che tutti ritengono che debba essere fatto sul gioco d’azzardo. (prima parte)