Anche il Friuli Venezia-Giulia in campo contro la ludopatia. Previsti 1,6 mln di euro, ma nel 2015 i ludopatici non superavano le 406 unità

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Una nuova “ondata” di denaro pubblico, su scala regionale, per “contrastare” il dilagante fenomeno della ludopatia. Questa volta è il Friuli Venezia Giulia, che scende in campo attraverso il suo assessorato alla salute. Grazie al contributo del MinSalute arriveranno 1,6 milioni di euro. Dopo i 3,2 milioni della Toscana. Praticamente la lotta alla ludopatia si sta trasformando in una “industria”, perché tra un po’ sarà questo tipo di attività a generare più denaro, permettetemi la provocazione, del gioco (lecito) stesso. Si legge nella nota ripresa da Agipronews.it: «Proseguirà così la realizzazione di progetti innovativi in tema di contrasto al gioco d’azzardo». Sarà interessante, nei prossimi mesi, monitorare e analizzare questi “progetti innovativi”, per comprenderne fino in fondo l’efficacia. Certamente fa riflettere il numero non certo da “pandemia” dei cosiddetti ludopatici presi in carico (406 nel 2015). 

Contrasto al gioco patologico e rimozione delle cause sociali e culturali che possono essere all’origine di tale dipendenza sono al centro del Piano operativo regionale 2017, che è stato approvato ieri dalla Giunta regionale del Friuli Venezia Giulia, su proposta dell’assessore alla Salute, Maria Sandra Telesca, dopo essere stato approvato dal Ministero della Salute che lo finanzia con 1,626 milioni di euro, provenienti per due terzi dal fondo dedicato e per un terzo dal fondo sanitario indistinto. «Proseguirà così la realizzazione di progetti innovativi in tema di contrasto al gioco d’azzardo», ha sottolineato l’assessore, in linea con quanto previsto dalla legge regionale 1/2014. «Nel 2015 sono stati registrati 406 utenti in carico. Di questi più del 72% è maschio e ben il 37,2% è rappresentato da utenti giunti per la prima volta al servizio», si legge nel piano che prevede, tra le azioni di carattere territoriale, la promozione di gruppi di mutuo aiuto e di mantenimento;  la promozione di servizi di tutoraggio economico amministrativo e di assistenza legale; la prevenzione e riduzione dei disagi e delle conseguenze negative per i famigliari; azioni per la riduzione dell’offerta di gioco d’azzardo sul territorio. In elenco, tra l’altro, progetti per la dismissione degli apparecchi perii gioco d’azzardo e l’incentivazione di attività di gioco finalizzato alla socializzazione. (fonte: Agipronews.it)