Aprire una sala slot o attivare una VLT in Italia è come risolvere il cubo di Rubik

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Il “distanziometro” sta diventando l’incubo di molti operatori attivi con sale slot machine e VLT. Ormai, per aprire una sala o inserire una VLT ci vuole uno studio del territorio che nemmeno Pagine Gialle ha mai fatto in Italia (mappando tutte le attività commerciali negli oltre 8 mila comuni presenti nella penisola). A leggere, ad esempio, quello che è successo a Vicenza, dove ad un operatore che voleva inserire una VLT è stata impedita questa operazione perché confliggente con la presenza nello stesso edificio di uno studio medico, considerato dal regolamento comunale “luogo sensibile”, vengono i brividi. E’ chiaro che un esercente non solo deve capire dove inserire determinate attività, ma anche analizzare tutte le strutture presenti e sperare di non incorrere in divieti o contestazioni. Oltre a ciò deve pregare che non arrivino, nella stessa zona, nuove attività inserite nell’elenco dei luoghi sensibili. Praticamente una pazzia continuare ad investire in questo modo così sclerotico. La normativa sui distanziometri, quindi, può generare nel tempo il blocco delle attività (nuove) e disincentivare operatori già presenti, perché troppe sono le normative (spesso senza senso ed attivate per esclusive finalità politiche) da conoscere e applicare. E’ questa l’idea tricolore della libertà di impresa?