Baranca (Ethic Commission FFU): il match fixing è un virus da debellare, non solo in Ucraina

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(da Kiev) – In occasione dell’FFU forum on match fixing, in programma oggi e domani a Kiev, presso la sede della Federcalcio Ucraina(vi stanno partecipando rappresentanti della Federazione, consulenti, procuratori federali e responsabili dei progetti di Integrity di FIFA e Uefa), ha destato attenzione l’intervento del presidente della Commissione Etica e Fair Play della FFU, l’avvocato italiano Francesco Baranca (nella foto sotto), che ha illustrato la situazione della corruzione nel mondo del calcio, prima del suo arrivo e della nascita della Commissione in esame.

“Nei due anni precedenti la nascita della Commissione, da me presieduta”, ha spiegati ai media, Francesco Baranca, “la corruzione nel football ucraino era dilagante. Oggi a distanza di oltre un anno dal lavoro intrapreso, grazie all’appoggio della Federazione (nella persona del presidente Andriy Pavelko, nda), dei diversi dipartimenti federali e del mondo della politica (con un forte supporto investigativo da parte dei vertici della polizia locale), stiamo debellando questa piaga presente nel Paese. Abbiamo messo in piedi una piattaforma di monitoring ed investigazione unica nel suo genere (con particolare attenzione al calcio giovanile, fino a pochi anni fa completamente non monitorato e, quindi, oggetto dell’interesse della malavita), un modello anche per altri Paesi e Federazioni calcistiche europee. Con la nostra azione abbiamo dato un colpo importante a cinque diverse organizzazioni criminali presenti in Ucraina”.

“Questo è un grande risultato per il lavoro della Commissione e per la stessa FFU. Da alcuni mesi poi abbiamo deciso di bloccare tutte le attività, che si svolgevano fino ad oggi, assolutamente fuori dalle regole e dal controllo della Federcalcio, nel settore del live data transmission. Quest’ultimo aspetto è una rivoluzione per il mondo del calcio ed un modello virtuoso che parte dall’Ucraina. Crediamo che proprio i settori giovanili debbano essere maggiormente tutelati dall’avidità delle organizzazioni criminali. Eravamo arrivati all’assurdo di trovare negli stadi, in occasione di match delle principali serie giovanili, solo scout(per il live data transmission) ed esponenti della criminalità interessati a seguire dal vivo le partite su cui avevano investito ingenti somme di denaro. Fino a pochi anni fa l’Ucraina era il paradisoper il match fixing. Adesso abbiamo messo un punto e stiamo contrastando tutte le attività di questo tipo. Crediamo che il passo successivo sia la creazione di un database condiviso da parte di tutte le federazioni per controllare, in modo puntuale, tutti i trasferimenti di giocatori, soprattutto quelli in odore di match fixing, che vengono trasferiti in determinati mercati (da parte della criminalità) proprio per diffondere questo virus. Siamo solo all’inizio e l’obiettivo è debellarlo non solo in Ucraina“.