Baranca (Federbet): Sul match fixing solo Abodi (Lega B) ha creduto in noi.

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Si torna a parlare di calcioscommesse (match fixing) in Lega Pro, terza lega professionistica tricolore. Quattro partite dell’ACR Messina, della passata stagione, sono finite sotto la lente d’ingrandimento delle forze dell’ordine.

Proponiamo in questo post questa interessante intervista rilasciata ai colleghi di TuttoLegaPro da Francesco Baranca, uno dei massimi esperti di azioni di contrasto al match fixing in ambito europeo. 

Quattro match tra l’altro segnalati come sospetti da Federbet, per poi arrivare addirittura al Ministero dell’Interno in seguito a un’indagine della Lega Pro. In una delle quattro sfide, contro il Benevento poi promosso in cadetteria, fu addirittura la società siciliana ad autodenunciarsi. Francesco Baranca, segretario di Federbet, è tornato sull’argomento dai microfoni di TuttoLegaPro.com.

Il segretario di Federbet, Francesco Baranca

Un anno fa abbiamo parlato a più riprese del Messina e di alcune sfide sospette, anticipando addirittura il pari, poi effettivamente avvenuto, tra i siciliani e la Paganese. Cosa sta accadendo adesso?

“L’inchiesta era nell’aria da tempo. Lo scorso anno, quando abbiamo segnalato pubblicamente che qualcosa non stava andando per il verso giusto a Messina, ci era stato detto dagli addetti ai lavori, in maniera più o meno carina, di farci gli affari nostri. Noi siamo andati avanti, presentando una denuncia alla magistratura, l’unico interlocutore che ci ascolta con interesse. Non voglio prendermi i meriti dell’inchiesta di Messina, ma a noi resta il dubbio: se non avessimo parlato di quanto accaduto in maniera tempestiva, sarebbe successo qualcosa? I grandi silenzi che hanno accompagnato gli ultimi casi del calcioscommesse non ci fanno ben sperare. Resta comunque il fatto che gran parte di quello che abbiamo detto e denunciato negli ultimi anni si è puntualmente verificato. E guarda caso la Finanza, dopo un anno, è arrivata a questo risultato, con diversi organi di stampa che hanno ricordato come questi match fossero già stati segnalati da noi. In passato era già successo con lo scandalo in Serie B, quando tutti ci insultavano perché parlavamo male del Catania. Poi sapete tutti com’è finita. Inoltre il Messina potrebbe essere addirittura beffato: il club siciliano potrebbe essere parte offesa in un eventuale procedimento penale, ma a livello sportivo potrebbe ricevere una penalizzazione per la responsabilità oggettiva. Il Messina, insomma, fino a prova contraria, rischia di essere vittima del comportamento dei giocatori e di chi non ha fatto nulla in Lega per evitare il problema”.

E quest’anno? Ci sono novità?

“Ci sono stati movimenti anomali anche quest’anno in 4-5 partite divise equamente tra Nord e Sud. Abbiamo avuto avvisaglie sia nella prima parte di stagione che nel girone di ritorno. Nessun caso eclatante come quello di Messina ma numeri che fanno riflettere, con alcuni movimenti di cifre particolarmente pesanti sul mercato estero, tra Europa e Asia. Inoltre abbiamo rilevato anche flussi anomali su match di Serie D e del Torneo di Viareggio, sui quali stiamo cercando di capire cosa sia successo.
Non è facile però muoversi: nel caso del Messina un anno fa e del Catania all’epoca in Serie B, avevamo registrato tutta una serie di giocate provenienti dal territorio italiano. Quando questi movimenti accadono in Europa o in Asia diventa più difficile rintracciarli, perché non abbiamo la possibilità di conoscere i nomi di chi ha scommesso”.

Presenterete ulteriori denunce?

“Se riterremo il materiale raccolto degno di interesse da parte della magistratura sicuramente sì. Se avremo delle prove, quindi, ci muoveremo anche se non siamo tenuti a controllare quello che sta succedendo: come Federbet, visto lo scarso interesse e il fastidio suscitato tra gli addetti ai lavori, abbiamo preferito impegnarci in altri progetti. La Liga Spagnola ha scelto di collaborare con noi mentre a livello italiano non siamo mai stati presi realmente sul serio, con pochi club e la sola Lega di Serie B che ha creduto in noi. Non credo per malafede ma perché non c’è un tale livello di conoscenza del problema e anche, purtroppo, perché si sta sviluppando una tendenza ad accontentarsi del danno. Dispiace che Andrea Abodi non torni più a governare la cadetteria, una categoria che ha fatto grossi passi in avanti nel contrastare il fenomeno del match-fixing. Serie A e Lega Pro invece continuano a fidarsi di sistemi che non riescono ad arginare il problema, come raccontano gran parte dei recenti casi di calcioscommesse”.