Baretta (MEF) contesta Virginia Raggi (sindaca di Roma) sul tema del distanziometro

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Pier Paolo Baretta (MEF) contesta la sindaca di Roma, Virginia Raggi, sul tema del “distanziometro”, che porterebbe di fatto a spostare o a riallocare i giochi espulsi dalle aree del centro. Un tentativo maldestro di riordino del settore (attraverso lo strumento del distanziometro), non entrando mai nel “merito”, come afferma il sottosegretario all’Economia. 

“Abbiamo approvato un emendamento che toglie dal mercato il 34% delle slot, il che rappresenta un significativo intervento di riduzione dell’offerta e di razionalizzazione del settore. In Conferenza abbiamo proposto il dimezzamento degli attuali 98 mila punti gioco; l’introduzione della tessera sanitaria per poter giocare; tempi allentati di gioco per contrastare la compulsività; la riduzione a 100 euro per le VLT; nonché lo stop al gioco per sei ore al giorno. Sono certo che su tutto questo ci troviamo d’accordo. Ma vedo che molti evitano una valutazione complessiva e si limitano alla sola, pur importante, questione che resta da chiarire: le distanze. Ebbene, se non è un modo strumentale per non arrivare a fare la riforma, discutiamone. Ma nel merito! Quali conseguenze, ad esempio, ha la distanza di 500 metri per tutte le tipologie di gioco proposta anche dalla Sindaca di Roma (Virginia Raggi, nda) e cioè: palestre, scuole, ospedali, parchi, centri anziani, stabilimenti balneari e, credo, luoghi di culto? Quante sale verrebbero proibite, vista la presenza contestuale di tutte quelle tipologie? Ed, eventualmente, in quali periferie finirebbero per rialloccarsi i giochi espulsi dal centro? Tra regolare e proibire c’è una differenza, tra razionalizzare la presenza del gioco nel territorio e concentrarlo in aree ancora più a rischio c’è una differenza ancora più seria. Non ci si può sottrarre – conclude il sottosegretario all’Economia Pier Paolo Baretta – da questi nodi con affermazioni contraddittorie e non concretamente gestibili” (fonte: Agimeg)