Basta con le fake-news in tutti i settori…incluso quello del gioco

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Per essere più veloci nel veicolare o intercettare contenuti sul web, non si può rinunciare ad un pezzo della verità“. E’ terminato così il mio intervento durante la plenaria del secondo giorno del Web Marketing Festival 2017 (l’appuntamento più popolare e seguito in Italia, dedicato ai temi del marketing e del web – svoltosi a Rimini da una idea di Cosmano Lombardo dal 22 al 23 giugno). Il tema, moderato da Daniele Chieffi (area comunicazione digitale ENI), è stato il fenomeno dilagante delle Fake-News (o notizie bufale) nel mondo della comunicazione/informazione.

Ho ricordato l’importanza dell’etica e della deontologia professionale (nel caso dei giornalisti) nel momento in cui si scrive, perché il tema della “verifica” è l’abc del mestiere di chi informa. Non si può abdicare a questo aspetto solo per arrivare primi.

“Bisogna analizzare sempre se la fake-news sono un errore tecnico o se c’è piuttosto dolo, con l’obiettivo magari di metterle in Rete per guadagnarci o “influenzare” il pensiero delle persone, soprattutto se si parla di politica, economia e sociale”.

Ho anche spiegato che è colpa anche di chi legge, perché bisogna tornare alla riflessione e al ragionamento, evitando che la velocità diventi l’unico elemento strategico nel momento in cui si accede a portali per informarsi. Nel futuro comunque questo fenomeno sarà contrastato dallo sviluppo di siti specializzati in fact-checking. In questo modo sarà possibile capire, in caso di dubbio, se ci si trova di fronte a notizie vere o bufale. Certamente seguire i siti dei grandi giornali italiani può essere un ulteriore modo per essere garantiti quando si legge”.

Un’ultima annotazione come “Non Giochiamo”: non è un caso se in questo blog “ragionato” sul tema del gioco troviamo una sezione dedicata proprio al fact-cheking, perché l’obiettivo era “smontare” la disinformazione sul comparto del gambling (presente quotidianamente sul web). Con dati presentati come scientifici, ma che scientifici (spesso) non sono.