Beccalossi, bella l’iniziativa ma resta il pregiudizio di fondo sul tema

beccalossi-bella-liniziativa-ma-resta-il-pregiudizio-di-fondo-sul-tema

Nominati i primi “ambasciatori per il contrasto alla ludopatia“. Oltre 60 studenti degli istituti ‘Galvani’ di Milano, ‘Marignoni Polo’ e ‘Faravelli’ di Stradella (Pavia) riceveranno un attestato a testimonianza dell’impegno per contrastare nelle scuole il diffuso fenomeno del gioco d’azzardo. Alla base di tutto, si legge sul “Velino“, gli studi sugli aspetti sociali, economici e le derive illegali del fenomeno e, conseguentemente, la promozione della salute e di corretti stili di vita a cominciare dagli studenti delle scuole. In questo territorio, regione Lombardia ha promosso un bando finanziato con 200 mila euro e rivolto alle Istituzioni scolastiche che saranno capofila delle reti finalizzate all’attivazione di progetti anti-ludopatia. L’iniziativa porta la “firma” dell’assessore regionale al Territorio, Urbanistica, Difesa del suolo e Città metropolitana, Viviana Beccalossi (in quota a Fratelli d’Italia).

Ora se l’iniziativa di contrasto del fenomeno della ludopatia può anche avere un senso, giova ricordare che i minorenni non possono assolutamente giocare d’azzardo per legge e questo sinceramente non viene mai spiegato dall’assessore Beccalossi in tutte le sue dichiarazioni pubbliche. Ed è un vero peccato. E certamente, al netto del pazzo o delinquente di turno, gli operatori “regolari” non faranno mai entrare un teen-ager in un sala di slot o dove sono presenti Vlt. Perché rischierebbero multe pesanti fino ad arrivare alla chiusura. Chi può aprire le porte di una sala ad un minorenne? Solo un delinquente non regolarmente autorizzato.

Può sembrare una banalità, ma è giusto ricordarlo, perché altrimenti la bella iniziativa della Beccalossi, si tinge ahimè di un chiaro pregiudizio di partenza. Da sempre infatti la politica di Desenzano del Garda vorrebbe proibire ogni attività dell’industria del gioco, spesso (sbagliando) accomunando gioco legale con l’illegale.