Biliardino anti-slot nella Cremona pentastellata. E l’operazione finisce sul blog di Grillo

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Quando l’ideologia fa anche “sorridere”. Due gestori di un locale in provincia di Cremona hanno tolto le slot (neppure fosse il Diavolo) dal loro bar per mettere un biliardino.

“Si erano stancati di vedere amici e clienti rovinarsi e bruciarsi il loro stipendio nel buco nero dell’azzardo, che danneggia famiglie e commercio. Meglio qualche soldo incassato in meno nel breve periodo ma un ambiente ed un divertimento più sano. Ed è facile prevedere che se tanti altri locali seguiranno il loro esempio anche gli incassi aumenteranno, perché ritrovando il senso di comunità intorno ad un biliardino, invece che davanti ad un macchinetta, la solitudine lascerà il posto alla partecipazione”, ha commentato così la notizia il Movimento Cinque Stelle sul blog ufficiale.

“Nel Decreto Dignità del Ministro Di Maio, oltre al divieto di pubblicità che scatterà definitivamente dall’estate, abbiamo previsto un logo ‘no slot’ per tutti i locali pubblici che rifiutano o abbandonano slot e videolottery. Nel contratto di governo è prevista anche “la strategia d’uscita dal machines gambling (slot machines, videolottery) e “forti limitazioni alle forme di azzardo con puntate ripetute”, oltre alla necessità di prevedere la “limitazione negli orari di gioco e l’aumento della distanza minima dai luoghi sensibili” (scuole, centri di aggregazione giovanile, parrocchie etc)”, prosegue il Movimento. “A questo dobbiamo lavorare per dare un vero futuro all’Italia. Perché ogni euro in azzardo è un euro in meno alla nostra economia sana. Facciamo il gol giusto per le nostre comunità. Lanciamo un appello a tutti i bar e locali pubblici. Via le slot machine, giochiamo a biliardino!”, ha concluso. 

Ma la domanda nasce spontanea: ma il gettito erariale collegato a questa specifica industria, lo paghiamo sempre con gli euro raccolti attraverso il gioco del biliardino?