Binetti (Misto) non si ferma davanti a nulla. Lotta anche alla pubblicità

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Il ministro Pier Carlo Padoan (MEF) ha risposto in una recente interrogazione alla Camera, all’ennesima richiesta di intervento dell’on. Paola Binetti (Misto) sul tema della pubblicità degli operatori del gioco sulle diverse reti tv. E’ proprio il caso di dire: “Non basta mai”. In modo continuativo i paladini del proibizionismo sono lì a cercare di distruggere un mercato (quello del gioco pubblico lecito e regolamentato), che crea (nonostante tutti i tentativi di andare nella direzione opposta) economia e lavoro. Oltre a ciò non si capisce che oggi buona parte delle entrate pubblicitarie delle tv arriva proprio dal mondo del gioco. Inibire, anzi vietare, qualsiasi spot del betting, metterebbe in ginocchio, nel giro di sei mesi, i principali network commerciali. Quindi, disastro su disastro. Questo ancora, tranne noi, nessuno glielo dice alla deputata Binetti. 

“L’articolo 1 comma 939 della Legge 208/2015 stabilisce il divieto di pubblicità dalle ore 7 alle ore 22 di ogni giorno nelle trasmissioni radiofoniche e televisive generaliste. Il divieto di pubblicità in questione riguarda tutte trasmissioni comprese quindi anche quelle sportive e a più alto indice di audience. Le medesime disposizioni escludono dal divieto i media specializzati, individuati con decreto del Mef di concerto con il Mise. Si fa presente che il predetto decreto attuativo, su cui verte la presente interrogazione, è stato emanato in data 9 luglio 2016 e pubblicato in GU l’8 agosto 2016: appare evidente che il Governo quindi abbia dato immediata risposta alla richiesta di salvaguardia della salute e in particolare della tutela dei minori rispetto alla propaganda pubblicitaria audiovisiva sui giochi con vincita in denaro, nel rispetto dei principi sanciti in sede europea”. E’ questa la risposta del Ministro dell’Economia e delle Finanze, Pier Carlo Padoan all’interrogazione alla Camera dell’on. Paola Binetti (Misto), che chiedeva “quando verrà emanato il decreto attuativo che impone uno stop reale alle pubblicità nelle fasce orarie protette delle televisioni e delle radio generaliste e se tale tutela coprirà anche le trasmissioni sportive e quelle a più alto indice di audience?”.