Brignone (Possibile) interviene con una visione “laica” di ciò che sta avvenendo nel comparto del Gioco

brignone-possibile-interviene-con-una-visione-laica-di-cio-che-sta-avvenendo-nel-comparto-del-gioco

Concordo assolutamente con la posizione della deputata di sinistra Beatrice Frignone (Sinistra Italiana-Possibile), che, senza presentarsi con un approccio ideologico, dice le cose come stanno realmente: ovvero che l’inasprimento della tassazione metterà in difficoltà il settore degli apparecchi di intrattenimento e rischia di impattare negativamente su oltre 150 mila lavoratori dell’industria del gioco. Lo Stato prova a fare cassa, ma, di fatto, mette in ginocchio uno dei pochi comparti sani a livello industriale di questo Paese. E’ sotto gli occhi di tutti gli addetti ai lavori, singolare che non lo capisca il mondo delle istituzioni o della politica in generale. 

Anche sulla ludopatia l’on. Brignone non parte da pre-concetti e guarda questo fenomeno in modo oggettivo. Le sue conclusioni possono diventare, sicuramente, motivo di riflessione per allargare il dibattito veramente a tutti i soggetti coinvolti. 

Di seguito il suo intervento sul Velino.it

Quella del Governo è una manovra sbagliata sotto ogni punto di vista, ma in particolare per quanto riguarda l’intervento nel comparto giochi l’errore compiuto è addirittura duplice”. Lo ha dichiarato al Velino, Beatrice Brignone, deputata marchigiana di SI-Possibile (parlamentare del gruppo politico che fa riferimento a Pippo Civati) che ha spiegato: “Da una parte l’inasprimento della tassazione con l’aumento del Preu su slot e Vlt mette in difficoltà il settore degli apparecchi da intrattenimento che dà lavoro a 150mila persone; dall’altro aumentare il gettito fiscale non è utile a combattere la ludopatia. Lo Stato, insomma, sfrutta una dipendenza per fare cassa e non affronta seriamente il problema del gioco d’azzardo patologico”.

Un deterrente al gioco d’azzardo potrebbe essere la riduzione del payout, cioè della vincita che spetta al giocatore? “Non credo che tagliare i premi porti a giocare di meno – risponde Brignone -. Forse potrebbe avere un effetto deterrente su chi è ai primi approcci verso il gioco. Ma chi è già da tempo caduto nel circolo vizioso non lo recuperi riducendo le vincite”. La ludopatia, sottolinea la deputata di SI-Possibile, “è una patologia molto profonda che non è cosi banalmente legata alla vincita. Anzi ci sono molto giocatori patologici i quali affermano che proprio la perdita, più che la vincita, scatena l’ebbrezza di insistere a sfidare la fortuna”.