Buio pesto sulle riforma del settore “giochi”. Tria (MEF) risponde a mezza bocca.

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Più dubbi che certezze sul tema del riordino/riforma (chiamatelo/a come meglio credete) del settore dei “giochi”.

“A che punto è il riordino della normativa del gioco e delle scommesse? Quando venne trattato il Decreto Dignità venne detto che in 6 mesi si sarebbe arrivato al riordino del settore del gioco. Mi risulta che ci sia ancora tanto da fare e purtroppo tanti miliardi che potrebbero essere investiti in Italia invece sono investiti all’estero in maniera semiclandestina”.

E’ quanto ha chiesto il senatore De Bertoldi (FdI), in Commissione Finanze del Senato. “Non ho sotto controllo questo settore – ha risposto il ministro dell’Economia e delle Finanze Giovanni Tria – in particolare sulla fase di riforma del settore. Non posso rispondere sul gioco”. Va ricordato che il Governo ha affidato la delega sui giochi al sottosegretario Mef, Alessio Villarosa.

Villarosa (M5S) ha nelle sue mani la delega sui giochi, ma è altrettanto incredibile che il ministro al MEF risponda semplicemente: “Non posso rispondere sul gioco“. Ci sembra infatti che il gettito fiscale, generato da questo comparto, sia ben “conosciuto” nelle stanze del Ministero dell’Economia e Finanze.