Cannizzaro (PDL) in Calabria presenta una proposta di legge contro il gioco minorile. Peccato però che sia possibile solo presso operatori illegali

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S’intitola “Strumenti educativi per sottrarre i minori ai rischi del gioco d’azzardo, diretti e derivanti da azioni convulsive patologiche” la proposta di legge firmata da Francesco Cannizzaro, capogruppo della Casa delle Libertà al Consiglio regionale della Calabria, già depositata in Assemblea e assegnata alla III Commissione per l’esame di merito e alla II Commissione, per il parere, presentata oggi 13 gennaio, a Palazzo Campanella.

La proposta, in particolare, si pone l’obiettivo di impedire “l’accesso al gioco d’azzardo da parte dei minori, informare i minori, i genitori e gli insegnanti dei rischi legati al gioco, diffondere e stimolare l’educazione dei valori positivi del gioco, la protezione dei minori dai rischi derivanti da quelle forme di gioco che richiamano le caratteristiche essenziali dei giochi d’azzardo“, dalle app alle ticket redemption.

 

Nella realtà, però, nessuno ricorda (neppure al consigliere Cannizzaro) che l’attività legislativa che vuole portare avanti, seppur meritoria, non deve dirigerla verso gli operatori legali, che, da sempre, seguono tutte le regole e certamente non incentivano il gioco minorile, ma nei confronti dei tanti operatori illegali (operanti nell’ombra e spesso vicini alla criminalità organizzata). Gli operatori del gioco pubblico lecito e regolamentato certamente non invitano minorenni ad entrare nelle sale.