Capuani (Eldense) a CM: “Avevo promesso soldi come premio-vittoria, ma sono una “scoreggia” rispetto ai soldi delle scommesse”

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Pubblico alcuni passi dell’intervista in esclusiva rilasciata da Nobile Capuani (DS del Club Deportivo Eldense) coinvolto in una brutta storia di match fixing. Già ascoltato dal magistrato spagnolo negli ultimi giorni è stato rilasciato, ma è stata aperta una investigazione collegata ad una serie di partite del suo club, che la Federcalcio spagnola (RFEF) ritiene “truccate”. Di seguito alcuni passaggi apparsi sul portale Calciomercato.com – La storia nasce in concomitanza con la sconfitta dell’Eldense (club della Segunda B) per 12 reti a zero con i pari età del Barça B.

Nobile Capuani non ci sta a passare per “mafioso”, né tantomeno per “carnefice”. Riconosce come la sua “vita sia ormai distrutta” e come “col calcio non avrà più niente a che fare”. Ma prima vuole difendersi e raccontare la sua verità in merito all’Eldense, la squadra della Segunda B spagnola, passata in questi giorni agli onori della cronaca per la triste vicenda riguardante il calcioscommesse, team per il quale era il rappresentante principale per un gruppo di investitori italiani.

Arrestato, già ascoltato dal giudice spagnole e rilasciato, Capuani è un fiume in piena: “Avevo promesso 7 mila euro di premio se avessimo vinto in casa contro il Mallorca B. È finita 1-1. Allora ho raddoppiato il premio per la partita successiva. Ma 14 mila euro sono una “scoreggia” in confronto a quello che i (presunti, NDR) calciatori in malafede avrebbero potuto guadagnare con le scommesse – prosegue l’ex calciatore nella sua tesi che dovrà chiaramente essere presa in esame -. Avevo intuito ci fosse qualcosa che non andava. Ne ho parlato con il mio avvocato e denunciato a chi di dovere i miei sospetti. Ma nessuno ha fatto un ca**o. E ora hanno potuto farmi fuori. Ma le dico le stesse cose che ho riferito ai giudici: dovranno essere esaminate tutte le partite della mia gestione, non solo quelle incriminate. Io col calcioscommesse non c’entro nulla. I colpevoli semmai sono altri”

La giustizia continua a indagare e solo in futuro, dopo tutte le verifiche del caso, potremo sapere come realmente sono andati i fatti. Intanto l’imprenditore del Bel Paese annuncia battaglia: “L’altro giorno quando il giudice mi ha detto che sarei potuto tornare a casa sono scoppiato a piangere. Mi ero sentito abbandonato e già tacciato come colpevole, prima della sentenza, dall’opinione pubblica. Ma siccome io so come è andata davvero settimana prossima organizzerò una conferenza stampa nella quale punto per punto risponderò a tutte insinuazioni che mi riguardano”.