Cardia (ACADI): E’ tempo di riordino del settore dei giochi.

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Questa mattina Geronimo Cardia (nella foto in primo piano), avvocato e presidente di ACADI (Associazione Concessionari di Giochi Pubblici) – è intervenuto di recente (lo scorso 20 giugno) alla LUISS-Guido Carli, per commentare un recente lavoro sull’industria del gioco: “E’ apprezzabile il lavoro di indagine di Luiss e Deloitte nella parte in cui descrive il comparto distinguendo per i diversi canali distributivi, da un lato e le tipologie di prodotto, dall’altro, ricordando i molteplici elementi differenzianti in termini di costi e oneri di gestione, di problematiche che sorgono nei punti, di livelli occupazionali garantiti, di gettito erariale (in termini di aliquota e modalità di applicazione dell’imposta), di modalità di presidio sia formale che sostanziale (obblighi antiriciclaggio).

Il logo di “ACADI” – Associazione Concessionari di Giochi Pubblici

Come pure ritengo apprezzabile il passaggio dello studio sull’importanza del sistema concessorio nel panorama regolatorio italiano ricordando i ruoli ricoperti dagli operatori: di Agenti contabili (come i funzionari dello stato che maneggiano denaro pubblico), di Incaricati di pubblico servizio (per i compiti assegnati), di Strumenti di attuazione di politiche economiche (il gioco pubblico è una leva di politica economica, per il gettito che sviluppa, per l’impatto a livello industriale e occupazionale e per l’impatto sociale che genera), di strumenti di attuazione di politiche sanitarie: i prodotti pubblici non devono essere in competizione, non devono essere seducenti, devono essere giusti, moderati, controllati ed incontrare la domanda, di Presidio di legalità e sistema informatico per le forze dell’ordine e giudiziarie come e più del sistema bancario (basti pensare agli obblighi antiriciclaggio).

Importante richiamare poi il passaggio dello studio in cui si parla della regolamentazione finalizzata a contrastare il disturbo da gioco d’azzardo portando di nuovo all’attenzione il problema della mancata attuazione dell’Intesa che rappresenta ancora un tentativo concreto di dare una soluzione all’errore tecnico che vizia i distanziometri regionali e provinciali, che non cura né previene il disturbo da gioco d’azzardo, che appare le porte all’offerta illegale, che fa perdere intere sacche di gettito erariale da emersione e che mette sul lastrico le imprese del terrore e per strada i lavoratori incaricati di pubblico servizio che ne fanno parte. Ho ripercorso quindi con i relatori le perizie urbanistiche che dimostrano i divieti sulla sostanziale totalità dei territori interessati. Da qui occorre partire per un riordino atteso da anni.