Cardia (Acadi): Il Def 2019 presenta nuove tasse per il gioco pubblico

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Le notizie sulle coperture della prossima manovra finanziaria non sono confortanti per il settore del gioco pubblico che, anche questa volta, verrebbe utilizzato per far quadrare i conti.

Se queste venissero confermate verrebbe messa a rischio la stabilità del sistema che non puo’ più sostenere i continui aumenti di tassazione cui è stato sottoposto negli anni.

Il Def 2019 non sarebbe certo la prima manovra fatta tassando il gioco pubblico. Basti ricordare i tre provvedimenti dell’ultimo anno che hanno imposto un aumento di tassazione del comparto, quali il Decreto Dignità di 8/2019, la legge di stabilità di 12/2019 ed il reddito di cittadinanza e quota 100 di 1/2019, con circa un miliardo e cinquecento milioni di euro di aumento imposto solo da quest’ultimo, che rappresenta circa il 27% dei ricavi della filiera della verticale distributiva su rete fisica degli apparecchi.

Il livello di pressione fiscale attuale sul margine lordo ha raggiunto per le AWP il 68,9% e per le VLT il 51.9% e, in ragione della legislazione vigente, è destinato ad arrivare rispettivamente al 70,5% ed al 55% nella fase finale del periodo di affidamento della gestione telematica degli apparecchi da intrattenimento” – ha dichiarato ai media di settore –  Geronimo Cardia (nella foto in primo piano), legale esperto di tematiche legate all’industria del gioco e presidente di ACADI.