Cardia (ACADI): La misura è veramente colta, non possiamo esclude che soggetti del comparto diano avvio ad una mobilità

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“La nostra Associazione Acadi è l’associazione dei concessionari dei giochi pubblici. I nostri associati con le loro filiere contribuiscono con 7 miliardi sui 10 che ogni anno rappresentato il gettito erariale del comparto dei giochi. Il sistema concessorio garantisce che sia implementato sul territorio ogni tipo di politica economica decisa dai vari Governi. Siamo venuti in sedi istituzionali come questa negli ultimi 12 mesi già diverse volte. La copertura delle manovre economiche è stata trovata con aumenti di tassazione riservati al comparto. Solo Reddito di Cittadinanza e Quota 100 sono stati finanziati con aumento di tassazione pesati circa un miliardo e mezzo di euro.

Non si tratta di un normale aumento di tariffa, è un numero che va a rosicchiare il margine a disposizione della filiera per poter finanziare gli investimenti imposti dalla normativa. Quando abbiamo letto il testo abbiamo preso carta e penna e ci siamo rivolti al Presidente del Consiglio, al Ministro delle Finanze e al Direttore dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.

La misura è veramente colta, non possiamo esclude che soggetti del comparto diano avvio ad una mobilità. I margini si sono ridotti in maniera eccessiva. Potete apprezzare nella documentazione fornita che la pressione fiscale di una delle verticali dei giochi è passata dal 13% al 25%, un’altra dal 2% al 9%. Parliamo di una tassazione quintuplicata rispetto all’inizio delle convenzioni di concessione. Abbiamo messo nero su bianco che non sono escluse misure a tutela dei propri interessi per lo squilibrio concessorio generato da questi. A ogni politica economica si fa sempre ricorso alla copertura con aumento della tassazione, in particolare su Vlt e Awp. Ma, non è tutto.

Ad esempio, avevamo già un Ries, che viene sostituito con un elenco di soggetti. Cambia il contributo annuale che ognuno dei soggetti del settore del gioco deve versare per avere titolo ad essere iscritto. Volevo sottolineare l’aumento del costo della proroga delle scommesse. Le convenzioni delle concessioni delle scommesse e del bingo sono da anni in proroga. E’ l’unico caso in cui le proroghe non vanno bene ai soggetti che si vedono prorogati i contratti, gli operatori.

Lo Stato si è reso conto che non può mettere al bando le gare di bingo e scommesse, perchè sa che i distanziometri previsti dalle norme regionali rendono inibiti i territori per il 98%. Se c’è il paradosso in questo Decreto, dopo la nostra lettera, abbiamo potuto assistere al colpo di scena della Manovra 2020: abbiamo trovato un’altra tassazione sulle vincite ai giochi. Inoltre, per la fine dell’anno è programmata la gara degli apparecchi, ma vale la stessa regola descritta per bingo e scommesse. In questi documenti si trova, inoltre, l’obbligo del legislatore a realizzare la legge di riordino del settore dei giochi. Prima di tutto deve togliere distanziometro e limiti orari. Credo si tratti della quindicesima norma di questo tipo”. E’ quanto ha dichiarato Geronimo Cardia, Presidente Acadi (nella foto al centro), in Commissione Finanze alla Camera, nell’ambito dell’esame del disegno di legge di conversione in legge del decreto-legge n. 124 del 2019, recante disposizioni urgenti in materia fiscale e per esigenze indifferibili.