Caro Dario, sul gioco legale non sono assolutamente d’accordo con te, ma ti invito a parlarne in un dibattito

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In un recente post su IlFattoQuotidiano il blogger veneziano Dario De Toffoli (nella foto in primo piano ha parlato del Play-Festival del gioco, la cui edizione 2017 si è recentemente conclusa a Modena, la più importante manifestazione italiana del settore. In due giorni 35 mila persone si sono riversate nei padiglioni di ModenaFiere a giocare a tutto quello che è possibile giocare: giochi da tavolo, di ruolo, per bambini, per famiglie, ma anche urban games, larp, laser tag e tanto altro.
Modena si vanta di essere la capitale italiana del gioco e direi che lo fa a buon diritto, perché questo successo è frutto di uno sforzo corale. Non solo la fiera e gli organizzatori del mitico Club TreEmme e della Tana dei Goblin, ma anche il Comune di Modena attraverso vari assessorati e l’Università di Modena, che ha partecipato ad alcuni eventi. La collaborazione si percepiva e oggi in Italia si tratta di un bene raro e prezioso. Insomma, bravi.
Quel che più mi è piaciuto, però, è che mentre decine di migliaia di persone praticavano con soddisfazione il “gioco sano”, un significativo numero di operatori ed esperti rifletteva sul gioco, sui giochi e sul loro significato, di fatto riconoscendo al gioco il valore culturale che merita. Cito solo alcuni dei tanti eventi culturali che hanno arricchito la kermesse.

Poi sono andato sul suo profilo di Twitter e quello che immaginavo è stato confermato dalla realtà: anche De Toffoli è un “crociato” del proibizionismo (a torto o a ragione), con tanto di dichiarazioni “contro” il gioco legale:

De Toffoli risponde al parlamentare di sinistra Stefano Fassina, che, in un’intervista Gioconews.it ha chiarito il suo pensiero: “Bisogna quindi insistere sul gioco legale, anche come fonte di entrate, e non scoraggiarlo…” e questo perché “il pericolo maggiore è rappresentato dall’offerta illegale”. Eh no, caro Fassina! (ha tuonato nel post De Toffoli, nda). Oggi, in Italia, il pericolo maggiore è rappresentato invece dal gioco “legale”.

Eh no caro De Toffoli, mi permetto di risponderti dal mio blog, il gioco legale è l’unico baluardo all’ingresso di tanti giocatori nella rete dell’illegalità. Con queste dichiarazioni, purtroppo, (tu come altri opinion leader) non comprendete che fate un “favore” (vostro malgrado) proprio a questo mondo oscuro. Il Gioco Legale è sicuramente da regolamentare meglio, ma sono le stesse aziende, che, da tempo, chiedono questo, ma senza l’industria del gioco legale oggi saremmo nel “caos”. Mi dispiace che una persona intelligente del tuo profilo non lo comprenda. Fare le “crociate” non serve a nessuno. E ti lancio una idea: un incontro-dibattito a Roma sul tema perché solo dal dialogo nascono le idee migliori. Giocare non significa assolutamente rovinarsi. E’ sbagliatissimo lanciare queste affermazioni attraverso il web. Il fenomeno della ludopatia sicuramente esiste, ma bisogna capirne la reale dimensione, studiare gli interventi più idonei per contrastarlo, ma neppure si possono dare i soldi a pioggia a questa o quella associazione, senza alcun controllo sugli interventi e sui risultati (soprattutto) portati a casa.