Caro Vaccari (PD) queste dichiarazioni creano problemi solo alle aziende serie del mercato dei Giochi

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Stefano Vaccari, senatore del PD a capo del comitato sui giochi della Commissione parlamentare AntiMafia ha dichiaro all’agenzia specializzata AGIMEG, “il gioco d’azzardo rischia di diventare l’Eldorado delle mafie”. E’ avvenuto in occasione della presentazione del rapporto “Gioco sporco, sporco gioco. L’azzardo secondo le mafie”, realizzato dal Cnca, Coordinamento nazionale comunità di accoglienza, nel quale si fa un quadro complessivo di come la criminalità cerca, e spesso riesce, a infiltrare il gioco legale.

Quello che mi permetto di fare presente al parlamentare Vaccari, è che ha fatto la scoperta dell’acqua calda. Purtroppo (forse) non ha ben presente che le Mafie non sono presenti, solo ed esclusivamente, nel mercato del gioco, ma in qualsiasi settore produttivo del Paese e forse non sa che la loro movimentazione economica fa anche parte (assurdo, incredibile, ma vero) del PIL del nostro Paese. Dove gira denaro la Mafia (e noi ne abbiamo ben 4) cerca assolutamente di entrare, ma questo non è colpa del mondo del gioco, o del calcio, o dell’edilizia, o della ristorazione o dell’alberghiero (tanto per citare altri settori altrettanto importanti e ben visibili). Fa parte della normale lotta tra il bene e il male e la magistratura e le forze dell’ordine servono proprio a contrastare questo stato di cose.

Però veramente sen. Vaccari finiamola di fare dichiarazioni ad effetto, che colpiscono l’immagine di aziende serie che operano seguendo le regole, perché, o si definisce il problema (quale esso sia) e lo si analizza in modo esaustivo o altrimenti dichiarazioni come queste generano solo un danno all’economia del mercato dei giochi (regolamentato peraltro dallo Stato) e spingono il fronte sempre più grosso dei “proibizionisti” a tirare bordate contro gli operatori “seri”, che sono tanti e vorrebbero solo lavorare in modo tranquillo, senza troppo clamore o frasi ad effetto, dal retrogusto elettorale. Vedo solo, ripeto, dichiarazioni per uscire sui giornali, ma qual è, eventualmente, la proposta per contrastare questo fenomeno? Quella, invece, non la vedo.