Caso Liguria: lo spettro della ludopatia crea solo danni economici sui territori

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Ormai, in Italia, la “madre di tutte le battaglie” sta diventando la lotta di contrasto fenomeno della ludopatia. Quanto però sia effettivamente radicata o quante persone coinvolga realmente non si sa. Tutti ne parlano presentando dati non veritieri (su questo tornerò nel prossimo futuro per fare un po’ di chiarezza proprio sotto il profilo dei dati). Ad oggi l’unica cosa certa è che su questo tema non esistono numeri certificati e sono tutti interpretabili a seconda del momento politico.

Fa riflettere, nel frattempo, ciò che è accaduto di recente a Genova, dove diversi esercenti liguri si sono presentati in Regione per protestare contro una legge (quella sui giochi), che manderebbe a casa più di 500 dipendenti e farebbe fallire più di 30 imprese solo nel comune di Genova.
Gli esercenti hanno deciso di protestare per evitare che venga approvata la proroga di un anno delll’entrata in vigore della legge regionale sul gioco prevista per il 2 maggio prossimo.
“La ludopatia è un grosso problema, ma non si combatte con i distanziometri. Venendo a mancare il gioco legale controllato dai Monopoli di Stato, entrerebbe in azione tutto il gioco illegale”, hanno dichiarato in un comunicato stampa al termine dell’azione di protesta. E su questa affermazione sono pienamente d’accordo. Questa tipologia di azioni di contrasto è un passaporto di accesso per chi intende operare illegalmente. 
A maggio, se non ci sarà una proroga più di 72 aziende in Liguria falliranno e verranno licenziati, di conseguenza, più di mille dipendenti. 
Il caso di Genova dimostra come, senza un tavolo di concertazione e/o di dialogo tra le parti, l’unico risultato che si viene ad ottenere è una soluzione populista/demagogica. Questo perché, come al solito, non si vuole entrare nel merito del fenomeno “ludopatia”. Più facile adottare azioni di contrasto che fanno effetto sui media, ma che, di fatto, non producono alcun beneficio, anzi generano diseconomie, quelle sì certificate.