Caso match fixing Skenderbeu: minacce di morte agli ispettori dell’UEFA. Un episodio gravissimo da tenere sotto controllo

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Comunicato molto duro dell’Uefa, che sta “indagando” su presunti casi di match fixing collegati alla squadra albanese del KF Skenderbeu. L’aspetto grave della vicenda, sottolineato con forza anche all’interno della nota dell’organismo svizzero, è che gli ispettori coinvolti nell’operazioni sono stati oggetto di minacce di morte (avvenute per via telefonica) solo perché stavano indagando sul caso. E’ un fatto gravissimo che fa intuire quanti e quali siano gli interessi “sporchi” della criminalità organizzata rispetto al tema delle scommesse sportive fraudolente. 

UEFA, si legge in una nota apparsa ieri sul sito ufficiale (Uefa.com), sta conducendo un’indagine sulla squadra albanese del KF Skënderbeu, presumibilmente coinvolta in casi di combine. L’indagine si basa per lo più sui dati raccolti attraverso il sistema di rilevamento calcioscommesse della UEFA (BFDS, Betting Fraud Detection System).
Per lo stesso motivo, lo Skënderbeu era stato squalificato dalle competizioni UEFA per la stagione 2016/2017, sentenza recentemente confermata dal Tribunale Arbitrale dello Sport (“TAS”).
Le ulteriori informazioni reperite attraverso il sistema di rilevamento calcioscommesse della UEFA suggeriscono un coinvolgimento molto più ampio dello Skënderbeu nel match-fixing. Di conseguenza, la UEFA cercherà di applicare una squalifica di maggiore durata.
Gli ispettori disciplinari UEFA che lavorano al caso hanno ricevuto minacce di morte anonime, presumibilmente per intimidirli e dissuaderli dal loro lavoro. Le minacce non avranno seguito e la polizia è stata opportunamente informata.
La UEFA rimane impegnata nella lotta alle combine. Tutti coloro che lavorano in questo importante ambito possono contare sul totale sostegno dell’organizzazione.
Il messaggio è stato ribadito dal presidente UEFA Aleksander Čeferin, che ha dichiarato:
Non consentiremo mai al personale UEFA che lavora in questo o altri campi di ricevere minacce o intimidazioni da parte di terzi. Tutti i dipendenti hanno il totale sostegno dell’organizzazione e il mio sostegno personale”.