Caso RAI: alla prima votazione di maggioranza più allargata il blocco giallo-verde perde

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La politica spesso segue la direzione dell’alpha-omega. Situazioni totalmente diverse e opposte nel giro di poche ore. Ieri, in Parlamento, 450 emendamenti al Decreto Dignità, per volontà del blocco giallo-verde, non sono passati. Non c’era alcuna possibilità. L’avevamo anticipato (e molti negli ambienti lobbistici ci avevano fatto notare che non era possibile) e così è stato. Abbiamo ieri, in un altro post, sottolineato la perdita concreta di democrazia in questa scelta politica. Oggi la novità opposta.

Sulla nomina del presidente RAI, Marcello Foa, non c’è stato il voto a favore: solo 22 sui 27 necessari. E allora? dove è la differenza? Cosa è cambiato in questo Paese in poche ore? E’ molto semplice: alla richiesta di una maggioranza qualificata (i due terzi) l’esecutivo non ha portato a casa il risultato. Anzi è la prima battuta d’arresto forte. Fondamentale la presenza di Forza Italia alla guida di questa operazione di “opposizione”.

Viva le maggioranze qualificate, almeno si vede un briciolo di orgoglio parlamentare nelle opposizioni.