C’è un virus maligno nel nostro Paese. E la nota dell’ADM conferma questa tesi

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Credo che, in questo Paese, ci sia un “virus” imbarazzante che si sta diffondendo dal Nord al Sud passando per il Centro. Ma è possibile (mi chiedo) che un periodico, seppure importante come “Vita”, arriva a lanciare un “invito” ai sindaci dei comuni, perché chiedano i dati sul gioco (relativamente ai loro territori) e centinaia di questi “Primi Cittadini” inondano i fax dell’ADM, nemmeno fossero dei dati segreti per lo scoppio di una guerra mondiale?

La nota dell’Agenzia delle Dogane e Monopoli, che pubblico sotto, stigmatizza (anche se con stile) questa storia, imbarazzante quanto inquietante. Fa riflettere anche sulla qualità della classe politica presente in molto territori. E’ una storia che fa piangere, anche se in prima battuta viene chiaramente da sorridere. Non è normale infatti che tutto sia costruito o studiato a tavolino per arrivare alla tesi, che il gioco rovina le persone e/o le famiglie. Il gioco fa parte della “sfera ludens” dell’uomo (non deva mai trasformarsi in ludopatia – ci mancherebbe), ma limitare la libertà della persona è molto più pericoloso anche del pericolo dell’eventuale ludopatia. Quando si arriva a limitare la sfera del libero arbitrio è finita. Non c’è più libertà. 

In relazione alle richieste di dati riguardanti il gioco, l’Agenzia delle dogane e dei monopoli precisa quanto segue.

L’Agenzia pubblica ormai da alcuni anni sul proprio sito istituzionale le seguenti informazioni: numero concessioni/autorizzazioni, numero dei punti vendita, suddiviso per tipologia e per Regione, distribuzione territoriale della rete di vendita per il settore apparecchi da intrattenimento a livello regionale, volumi di gioco (Raccolta, Vincite, Spesa) ripartiti per Regione per ogni singolo gioco, numero dei controlli effettuati e delle violazioni accertate.

Sul sito è riportata anche la ricostruzione storica dei dati complessivi riguardanti il circuito legale di gioco dal 2006 al 2016 (Raccolta, Vincite, Spese, Erario, Fatturato filiera).

Da qualche anno a questa parte, l’Agenzia fornisce inoltre puntualmente e gratuitamente agli enti territoriali (Regioni, Province e Comuni), dati sul gioco pubblico in Italia (ad esempio, Raccolta, Spesa dei giocatori, Gettito erariale, numero e ubicazione degli apparecchi da divertimento) relativi all’area amministrata. Negli anni 2016 e 2017 circa 70 Comuni hanno formulato richieste alle quali è stato dato riscontro senza alcun addebito.

Nel mese di agosto sono pervenute da Amministrazioni comunali e da privati centinaia di richieste di dati, tutte contestuali e identiche in quanto al contenuto e facenti riferimento al diritto di “accesso civico”, relative ai seguenti inerenti il territorio comunale:

– la raccolta monetaria, per tipologia di gioco, relativa agli anni 2015 e 2016;

– la quota trattenuta dai concessionari e quella riversata all’Erario;

– la raccolta monetaria del gioco on line.

Sin qui questi dati, al livello comunale, non hanno formato oggetto di estrazioni standardizzate dalle banche dati dell’Amministrazione, in quanto di non immediato interesse conoscitivo per gli utilizzi correnti dell’Amministrazione. L’Agenzia si è tuttavia messa in condizione di rispondere a tutte le richieste pervenute e lo stesso farà con quelle massive concentratesi nel mese di agosto. Più in generale, prosegue il lavoro già avviato dall’Agenzia negli ultimi due anni per la organizzazione sistematica di una informazione ampia e dettagliata sul circuito legale, sia sotto il profilo della disaggregazione dei dati, sia sotto il profilo della ricostruzione di serie storiche, da mettere a disposizione nelle forme più efficaci e meno onerose. Sul versante dei dati riguardanti il gioco problematico, infine, l’Agenzia ha affidato all’Istituto Superiore di Sanità la cura scientifica di un’approfondita indagine epidemiologica, i cui risultati saranno disponibili nei primi mesi del prossimo anno.