Come sta cambiando la figura del lobbista…guardando al modello anglosassone

come-sta-cambiando-la-figura-del-lobbistaguardando-al-modello-anglosassone
“Fare lobbying è fondamentale, per quanto riguarda le rappresentazione degli interessi. Nei contesti governativi è diventato ormai assolutamente decisivo. Ad oggi la mia esperienza professionale mi ha insegnato che è anche cambiato il modo di rappresentare gli interessi nelle istituzioni. Vi è un approccio più diretto, e se vogliamo dirlo, anche nuovo con il decisore pubblico. Viene ripreso il ruolo della concertazione, che, in questi casi, non può essere ignorato, nè tantomeno sottovalutato. Non deve essere sottovalutato anche il contesto territoriale, per questo il dialogo con i politici locali è importante, perché da lì, più delle volte, possono passare decisioni importanti e decisive, che influiscono sia sulle imprese, sia sui cittadini. E’ fondamentale un’attenta pianificazione strategica del lavoro di lobbying. La pressione politica non può mai essere un’attività a sè stante, deve essere sempre programmata in funzione degli obiettivi prefissati, per evitare di disperdere iniziative ed energie. Quindi, oltre all’attività di programmazione sono importanti altri strumenti come la pianificazione dell’attività di lobbying, serietà e credibilità verso l’esterno e, soprattutto, la “trasparenza” nelle azioni…Per quanto riguarda il settore dei giochi vista la mole di interessi in campo, è vitale regolamentare il settore,  ma mai affidandosi a semplici attività di PR.  I lobbisti fanni gli interessi dei lavoratori e delle imprese e regolamentare vuol dire trasparenza, significa in primis tutelare. Vogliamo solo essere messi nelle condizioni di lavorare come succede nei Paesi anglosassoni. E’ follia pensare che in Italia il lavoro del lobbista sia sinomimo di corruzione e malaffare, e qui la responsabilità è anche del mondo dei media.” (contributo di Giuseppe Ciraolo – lobbista e consulente aziendale)