Conversione DL Dignità in Parlamento. Fronte proibizionista trasversale sempre più vasto

conversione-dl-dignita-in-parlamento-fronte-proibizionista-trasversale-sempre-piu-vasto

Sto sentendo da più parti la “leggenda metropolitana” che, in Parlamento, il Decreto Dignità sarà stravolto sul tema del divieto della pubblicità e sponsorizzazioni delle aziende del gioco. Lobbisti e addetti ai lavori si appellano a questo o a quel soggetto istituzionale, ma alla fine contano i numeri in aula. Alla Camera dei Deputati non c’è partita. Inutile perdere pure tempo a cercare voti che non ci sono.

Al Senato la maggioranza è più risicata, ma con Salvini e Di Maio che controllano in modo “militare” Lega e M5S non c’è possibilità che si stacchi qualche senatore di ispirazione liberale e già così siamo sopra di 10-12 senatori, rispetto alla maggioranza prevista. Stesso avverrà in Fratelli d’Italia, dove il segretario Giorgia Meloni questa sera a In Onda su La7 è stato molto chiaro: “appoggio il provvedimento promosso da Di Maio sul tema del divieto della pubblicità”. Quindi anche i senatori di FdI voteranno in blocco.  In Forza Italia ci può essere una maggioranza a favore dell’industria del gioco, ma anche qui non sarà un fronte compatto. LeU appoggerà il testo del decreto senza stravolgimenti. Il gruppo MAIE e il Misto idem. Infine PD: oltre il 60% di questo gruppo appoggerà il testo gialloverde del provvedimento. Praticamente ci sarà almeno un 70% a favore del DL Dignità. Quindi il testo sarà convertito come previsto.