Corte dei Conti: nel 2018 “minori” entrate dai giochi per lo Stato (-3%).

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Dopo una crescita costante nel triennio 2014-2016 e una sostanziale stabilizzazione nel 2017, per la prima volta si è registrato il segno meno nel settore delle entrate da giochi per lo Stato. Il 2018 si è chiuso infatti con una leggera flessione, attestandosi sui 10 miliardi di euro (-3%) nonostante “la raccolta lorda” (il volume d’affari del settore) è passata da 101,8 a 104,9 miliardi. È uno dei passaggi più interessanti della Relazione della Corte dei Conti sul Rendiconto Generale dello Stato (2018).

«La “spesa” netta totale degli italiani per il gioco, che si ottiene sottraendo l’importo delle vincite (86,2 miliardi) alla raccolta lorda, è risultato nel 2018 pari a 18,7 miliardi, inferiore di quasi 500 milioni al valore dell’esercizio precedente», si legge ancora. «Si rileva, quindi, oltre all’aumento della raccolta lorda, un incremento (+4%) anche dell’ammontare relativo alle vincite; di conseguenza la tassazione complessiva del settore (10 miliardi, pari a circa lo 0,6% del Pil, al 2,2% delle entrate tributarie e al 4,7% di quelle indirette) risulta pari a circa il 53,7% della spesa netta, in linea con la quota dell’anno precedente».