Da noi si vietano pubblicità e sponsorizzazioni del gioco, all’estero si brinda (nel calcio)

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Con il Decreto Dignità, per la parte legata al divieto della pubblicità e sponsorizzazioni del Gioco, siamo entrati ufficialmente in una era di “oscurantismo”.

Tutto è vietato, tutto è peccato, anche perché, come dice il ministro Di Maio, bisogna eliminare ogni tipo di “tentazione”. Da cosa non si sa, ma la ratio di questo provvedimento parte proprio da una sua battuta sulle tentazioni (nel mondo del gioco). Ma mentre le aziende del betting presenti in Italia cercano di capire come muoversi nelle prossime settimane, a partire dalla presentazione di emendamenti per “edulcorare” il testo del DL, all’estero, in pochi giorni, si sono celebrate, in pompa magna, sponsorizzazioni di campionati (come quello di A e B svedesi) o di club (come il Levante in Spagna e il Burnley in Inghilterra). Lì tutti contenti, qui sembra che giocare un euro su un match (sul “fisico” o sull’online) sia una colpa di cui vergognarsi. Non è assurdo anche solo sotto il profilo concettuale?