Decaro (ANCI): In Conferenza Unificata è tutto fermo. Strano avrei detto il contrario.

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Un po’ Decaro, presidente dell’ANCI, oltre che sindaco di Bari, ha ragione: “è tutto fermo”. Si parla tanto di riordino del settore, ma per la complessità dei temi e, soprattutto, dei soggetti coinvolti in Conferenza Unificata non si intravedono dei grandi sviluppi, in un senso o nell’altro. Se, poi, ci mettiamo che lo stesso Parlamento chiuderà i battenti dopo il 3 agosto e riaprirà a settembre, ci sembra che si stia andando stancamente verso l’estate. Poi a settembre partirà il “film” della legge elettorale (con le tradizionali “baruffe chiozzotte” tra gruppi parlamentari). Per arrivare, in un battito di ciglia, all’appuntamento delle Politiche (2018), Insomma sta finendo (anzi è già finita) la XVII legislatura, e, ancora una volta, questo “riordino” definitivo del settore, non vede luce. Tutto tipicamente molto “italiano”.  

Una distanza minima tra le sale da gioco e i luoghi sensibili “è necessaria, soprattutto da scuole e chiese, ma non dobbiamo spostare il problema della ludopatia dal centro alle periferie, perché sono zone dove ci sono altre questioni da risolvere”. Lo ha detto ad Agipronews Antonio Decaro, presidente dell’Anci, a margine della firma della convenzione del piano ‘Sport e periferie’. “La proposta presentata dal Governo sulle distanze ci sembra equilibrata e positiva, soprattutto perché si riqualificano anche le sale e perché vengono eliminate le slot da bar e tabaccherie. Ci siamo spesi molto per inserire i limiti orari, perché riteniamo che sia necessario interrompere il gioco in alcune fasce per contrastare la ludopatia”, ha aggiunto. Attualmente, però, in Conferenza Unificata “è tutto fermo”, conferma Decaro. L’ultima riunione risale a oltre due mesi fa, quando alcune Regioni avevano chiesto un ulteriore inasprimento delle distanze minime dai luoghi sensibili. A questo punto, conclude Decaro, “aspettiamo una nuova proposta del Governo”.