Di Maio (Lavoro/MISE) non sente ragioni: intende piegare il mondo del gioco. Sport e Media a rischio.

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Di Maio (MISE/Lavoro) va avanti come un tir: entro la prossima settimana il decreto Dignità. Al suo interno il divieto pubblicità e sponsorizzazioni del gioco. Tremano media e sport. Molti club di calcio e soprattutto grandi mezzi rischiano di implodere senza gli investimenti dei big spender del gioco. Una riflessione che nessuno all’interno dello staff di Di Maio ha fatto fare al ministro e vice-premier. Soprattutto quando questa norma impatterà negativamente sul mondo del calcio il Decreto Dignità si trasformerà in un boomerang per i pentastellati. Oggi molte società sono in piedi economicamente parlando grazie ai contratti stipulati con aziende del gioco off e online. 

“Dopo 180 giorni per formare il Governo e 100 per avviare la macchina, si può partire con i lavori parlamentari, Governo e Parlamento sono pienamente operativi per risolvere i problemi. Ho parlato qui in Lussemburgo del Decreto Dignità che è il nostro obiettivo più importante per la settimana prossima». E’ quanto ha detto Luigi Di Maio, Ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico, al termine del dibattito al Consiglio dei Ministri del lavoro dell’UE in Lussemburgo. «E’ un decreto che contiene la sburocratizzazione per le imprese, l’abolizione della pubblicità del gioco, un blocco alle delocalizzazioni e una guerra al precariato rivedendo il Jobs Act – ha detto ancora – Questo sarà nel Decreto Dignità nei primi quattro punti. Poi entro il 2018 dobbiamo provare con tutte le nostre forze a mettere in bilancio il reddito di cittadinanza». (fonte: Agipronews)