Di Maio (M5S) cerca nell’azzardo le coperture del reddito di cittadinanza

di-maio-m5s-cerca-nellazzardo-le-coperture-del-reddito-di-cittadinanza

Di Maio (leader politico del M5S di Beppe Grillo) ha parlato a RadioMatrix nelle ultime ore anche del reddito di cittadinanza proposto in questa campagna elettorale come tema cardine per il Movimento 5 Stelle: “Il reddito non darà soldi a chi vuol stare seduto sul divano. Dovrà, per il breve periodo in cui avrà il contributo, formarsi e dare 8 ore di lavoro gratuito allo Stato. Dal secondo anno il reddito di cittadinanza inizia a scalare, perché la persona viene reinserita nel mondo del lavoro”. E le coperture, secondo il capo politico del M5s, verranno da “17 miliardi di euro di spesa improduttiva, dalla tassazione sul gioco d’azzardo e sui concessionari autostradali”.

E’ chiaro che siamo in campagna elettorale, ma se ci focalizziamo sul tema del gioco pubblico, essendo regolato dallo Stato, tassando ulteriormente gli operatori (da quello che risulta, tra l’altro, fonti interne al M5S, sottolineano come sarà molto forte soprattutto sull’online, visto dal movimento come forma di gioco ancora più pericolosa di quella fruibile attraverso il “fisico”) si arriverà all’espulsione o all’uscita “per scelta aziendale” di molti operatori (più propensi a quello, se questo dovesse essere lo scenario futuro, ad investire su mercati più open in termini di regole e di aliquote fiscali). Questo vanificherebbe tecnicamente la ricerca della “copertura” del reddito di cittadinanza attraverso la tassazione ipotizzata. E’ arrivato il tempo che i partiti/movimenti politici si rapportino nei confronti di questo settore con un’ottica di maggior “dialogo”, più che di rottura. Non porta alcun beneficio per nessuno dei soggetti coinvolti. Ha senso tutto questo, se tra l’altro l’obiettivo è quello di trovare nel mondo del gioco quota parte delle coperture finanziarie previste? Secondo me no.