Di Maio (M5S): No a retromarcie su Governo…ma i Premier non possono essere due.

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Continua la singolare “dicotomia” tra Luigi Di Maio, leader dei 5Stelle, e Matteo Salvini n.1 della Lega. Entrambi promettono di dare un nuovo Governo al loro elettorato. Peccato che non ci sono possano essere due Presidenti del Consiglio dei Ministri. E allora? Il 4 aprile partiranno le prime consultazioni delle cariche istituzionali (presidenti Camera e Senato), poi il 5 toccherà a tutti i partiti presenti all’interno dei due rami del Parlamento.

Se Di Maio è certo di andare al Governo non si capisce, però, chi si dovrebbe aggregare al “suo” M5S. Il PD del segretario ad interim Maurizio Martina è di fatto guidato ancora dalle strategie di Matteo Renzi (attualmente seduto al Senato – nella foto sotto) e difficilmente si muoverà verso il mondo pentastellato.

Sarebbe un autogol clamoroso, anche perché i 5Stelle proverebbero ad erodere il 18% dell’elettorato Dem. Salvini, pur in presenza di alcuni punti di contatto (a livello programmatico) non può uscire dal centro-destra, per rispondere alle “sirene” pentastellate di un governo M5S-Lega. Sarebbe un errore clamoroso, che Silvio Berlusconi (FI) non gli perdonerebbe mai. D’altronde, il n.1 della Lega ha il vantaggio competitivo dell’età. Deve solo attendere il tempo giusto e diventerà presumibilmente il leader del Cdx, con buona pace di Giorgia Meloni (FdI).

E allora, verrebbe da chiedersi nuovamente? Tutto è nelle mani del presidente Sergio Mattarella, che, al di là delle consultazioni dei prossimi giorni, probabilmente già sta pensando ad un “Terzo Uomo”, una figura di garanzia, che, deve avere la maggioranza delle Camere per entrare a Palazzo Chigi e raccogliere da Paolo Gentiloni (presidente del Consiglio uscente – nella foto sotto) la famosa “campanella” del Premier.