Di Maio si conferma ministro “ammazza-gioco”. Nuove tasse sul comparto, a rischio crisi

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“A febbraio sarà pubblicato il sito internet in cui diremo agli italiani: preparate questi documenti se volete fare la domanda per il Reddito; a marzo si sbloccherà il sito per le domande che si potranno fare online o andando alle Poste. Chi ha i requisiti per il Reddito dovrà firmare con il Ministero del Lavoro il Patto per il lavoro e la formazione”. E’ quanto ha detto Luigi Di Maio (nel doppio ruolo di ministro del Lavoro e del Mise), ospite domenica a Non è l’Arena su La 7. “Ci eravamo detti che non c’era un euro per Quota 100 e Reddito di Cittadinanza, abbiamo trovato 15 miliardi. Li abbiamo trovati in varie forme: combattendo le regole delle austerity europee, aumentando le tasse ai banchieri e alle assicurazioni, tagliando mezzo miliardi di euro di spesa militare, aumentando le tasse ai concessionari del gioco d’azzardo. Ora la sfida è essere in tempo per il ciclo di formazione e reinserimento lavorativo”, ha detto.

E’ chiaro che così non si va da nessuna parte. Perchè per “tappare” una falla (ovvero la ricerca di fondi per finanziare il provvedimento del reddito di cittadinanza) si chiede un ulteriore sacrificio al comparto del Gioco, tartassato negli ultimi 10 anni dai diverrsi governi che si sono succeduti. Quello gialloverde, però, ci ha messo una punta in più di approccio ideologico, per cui, ormai, gli operatori del settore sono terrorizzati, perchè ogni nuovo provvedimento governativo si trasforma in un salasso fiscale per chi opera nel mondo del gioco.