Di Maio “spara” a zero sull’AGCOM e chiede (senza alcuna ragione) le dimissioni dei vertici. Peccato che sia una struttura “indipendente”.

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Ricordate il divieto di pubblicità del gioco d’azzardo? Il gioco d’azzardo è come una droga: rovina ragazzi, adulti e intere famiglie. Ora l’Agcom, che è l’autorità per le comunicazioni, ha talmente annacquato il divieto che sta praticamente dicendo a tutte quelle famiglie “sì, il Ministro ha vietato la pubblicità, ma noi la rimettiamo, in modo che tuo figlio giochi ancora, e ancora.” Perché di fatto è così”. E’ quanto ha detto il ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico Luigi Di Maio – come riporta l’agenzia Agimeg. “Invito i signori dell’Agcom a dimettersi – ha aggiunto -: se a loro non sta a cuore la vita dei ragazzi e delle loro famiglie, ma evidentemente si occupano di altri interessi, è un problema loro. A me importa che in Italia ci siano persone che scommettono su sé stesse, non sul gioco d’azzardo. Tanto che a settembre cambieremo i vertici. Che cavolo di Paese siamo se un Ministro vieta la pubblicità e una authority la permette di nuovo? Si stanno mettendo di traverso in tutti i modi. Il cambiamento è una battaglia dura e lunga. Ma se pensano di rallentarci, hanno sbagliato governo. Questa battaglia la vinciamo”, ha concluso. 

Al di là del “profumo” ideologico di queste dichiarazioni, c’è un aspetto che il ministro/vicepremier dimentica (o fa finta di non ricordare). L’Agcom, al di là di chi prenderà il posto nell’attuale CdA, è e resterà una struttura “indipendente”. Quindi ha il diritto di dialogare con gli operatori del settore, di scrivere al Governo e di invitarlo a risistemare errori fatti a livello legislativo. Fa parte proprio dei suoi compiti istituzionali. Potrà dare fastidio ad una certa politica, ma è così.