Distanziometri e limiti orari. Misure totalmente inutili nel disincentivare il gioco

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Il “distanziometro” dai luoghi sensibili e i limiti orari sono sostanzialmente inefficaci nel disincentivare il gioco.

A sostenere questa tesi è lo studio condotto sul territorio italiano da BVA-Doxa e presentato oggi a Roma. Risulta per esempio che la maggior parte dei giocatori, di fronte all’ipotetica chiusura di un negozio di gioco, il più delle volte cerca un’alternativa, che sia un altro punto vendita o il gioco su Internet.

Solo il 12% dice che smetterebbe di giocare (in generale o a quel gioco specifico). «L’alternativa che viene preferita è quella di “spostarsi su un altro bar/sala/tabaccheria” (65%); tale soluzione si rivela pienamente in linea con le abitudini dei giocatori che nonostante siano piuttosto legati ad un luogo specifico – si trovano spesso ad avere delle locations alternative (per esempio nelle vicinanze del lavoro oppure limitrofe a casa) nelle quali saltuariamente si recano anche se non sono quelle preferite. O, ancora, in caso di chiusura del punto vendita passano a giocare online, spinti prevalentemente da quelle caratteristiche di immediatezza ed accessibilità che la fruizione online mette a disposizione dei suoi utenti (29%)», spiega la ricerca realizzata da BVA-Doxa.