Divieto pubblicità giochi: in fumo 200 milioni di euro di investimenti

divieto-pubblicita-giochi-in-fumo-200-milioni-di-euro-di-investimenti

Sta per arrivare il D-Day sul mondo del gioco. I 5 Stelle, per mostrare ai leghisti di essere anche loro duri e puri, hanno deciso di azzerare gli investimenti pubblicitari dell’industria del gioco. Aziende che hanno pagato e pagano concessioni salate per operare sul territorio nazionale, adesso per promuovere i propri prodotti/servizi dovranno lavorare con i “segnali di fumo”, come all’epoca degli indiani. Il senatore 5Stelle Mantero promette di azzerare questi investimenti, ma al parlamentare gliel’hanno detto che, con questa decisione, brucerà investimenti pubblicitari per 200 milioni di euro (come anticipato da Silvio Berlusconi in una recente intervista sul tema). Con poi il problema di tante aziende con contratti in essere che si sviluppano anche nel 2019. Senza questi soldi molte aziende (penso soltanto ai media, sia tradizionali che nuovi) andranno in grande difficoltà e si troveranno a dover fare licenziamenti e a chiedere la mobilità a molti dipendenti. Questo a Mantero (M5S), ma soprattutto a Di Maio (MISE/Lavoro), chi glielo dirà? Noi iniziamo a fare controinformazione.  

“Per il momento l’unico punto certo è che introdurremo il divieto di pubblicità per i giochi, mentre nell’immediato non ci sarà alcun inasprimento fiscale”. Matteo Mantero, senatore del Movimento5Stelle da sempre molto attivo sul settore dei giochi, anticipa a Agimeg quali saranno le prossime mosse del Governo. Sullo stop alla pubblicità, ricorda che – come già annunciato da Luigi di Maio – la norma sarà contenuta nel decreto Dignità, provvedimento su cui il Ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico è già al lavoro. E Mantero aggiunge: “Sarà uno stop assoluto, come quello per i tabacchi. Riguarderà tutti i giochi e tutti i mezzi di comunicazione”. (fonte: Agimeg)