Divieto pubblicità gioco: l’Italia (purtroppo) fa scuola anche in Belgio

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Un nuovo “divieto” per la pubblicità legata al gioco. Non toccherà l’Italia, dove è già attivo il “Decreto Dignità”, bensì il mercato del Belgio. 

Il “regolatore pubblico” belga ha analizzato gli annunci pubblicitari comparsi in occasione dei play-off della prima divisione di calcio (la “Jupiler Pro League”). L’obiettivo era quello di misurare la “pressione” pubblicitaria durante i playoff 2019 e capirne l’impatto di “stimolo” al gioco sugli utenti appassionati di betting.

Nel report si legge che nel futuro potrebbe essere “presa in considerazione l’introduzione di restrizioni pubblicitarie per le società del gaming”. Sono diversi i marchi di scommesse sportive a supporto dei club della massima serie belga (ben 14 su 18).

Il rapporto ha poi sottolineato che i club belgi pubblicizzano giochi con vincita in denaro attraverso la visualizzazione dei loghi dei loro sponsor sui siti web dei football club e la pubblicità delle promozioni di gioco sui feed dei social media delle società di calcio.
“L’analisi della pubblicità sul gioco d’azzardo mostrata durante i play-off di calcio e l’analisi dei dati sulle scommesse mostrano, da un lato, che la pubblicità sul gioco è sempre presente negli eventi calcistici e, dall’altro, che nei giorni in cui si tengono i play-off si verifica un aumento dell’attività di gioco”, afferma il rapporto.
“La forte relazione tra calcio e gioco d’azzardo, inoltre, può dare al pubblico l’impressione che entrambe le questioni siano indissolubilmente legate, il che può inoltre portare alla normalizzazione del comportamento di gioco”, si legge ancora nel rapporto.
“È necessario sapere se è possibile applicare restrizioni quantitative alla pubblicità. Ciò può variare da un divieto di pubblicità, un divieto di sponsorizzare società sportive o di collocamento di prodotti, oltre a un sistema di punti a una percentuale massima dello spazio pubblico che può essere occupato da tali messaggi pubblicitari “, si legge ancora nel rapporto. “Sulla base di questo, la Commissione di gioco può elaborare una politica di controllo e sanzioni mirata”.