Droghe sempre più presenti e diffuse. Non è il gioco il nemico pubblico.

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Il Ministro Lorenzo Fontana (Politiche per la Famiglia) ha presentato, nelle ultime settimane, la Relazione al Parlamento 2018 sul fenomeno delle tossicodipendenze in Italia, frutto del lavoro di raccolta dei dati relativi all’anno 2017 da parte delle amministrazioni centrali e periferiche che si occupano di questo settore. Quello che emerge è chi si trova di fronte veramente ad una piaga sociale che chiamare endemica è anche forse troppo riduttivo.

Alcol e droghe si confermano il vero “nemico” della società italiana, e, quindi, anche determinate dichiarazioni pubbliche (di questi giorni da parte di esponenti dell’esecutivo) nei confronti del gioco dovrebbero essere riportate su altri toni e dimensioni. Il gioco è intrattenimento e certamente non causa questi effetti devastanti. I problemi reali sono, pertanto, da cercare nei suddetti due “mondi” (alcol e droghe), non certo in quello dell’intrattenimento da gioco. Singolare che questa indagine come altre non trovi spazio su molte testate italiane. Sembra più interessante colpire, a prescindere, il mondo del gambling. 

Consumo ad alto rischio di droghe

Dall’analisi di questi dati emerge una vera e propria epidemia, con un impatto sociale, oltre che sui conti dello Stato assolutamente devastante. Dalla tradizionale sigaretta di mariujana si è passati al boom della cocaina, fino ad arrivare alle conseguenze, ancora più gravi, collegate all’uso di sostanze chimiche (molto in voga tra i giovani nei centri di aggregazione come, per esempio, luoghi pubblici e/o discoteche). 

Le stime condotte nel 2017 confermano un sensibile cambiamento nella composizione dei modelli di consumo delle sostanze psicoattive, a favore di un aumento di quelli più pericolosi per gli utilizzatori: aumentano infatti sia le frequenze d’uso che il poli-uso di tutte le sostanze, oltre che il cosiddetto uso problematico di cannabis. Si stimano oltre 200.000 utilizzatori ad alto rischio di oppiacei, 100.000 di cocaina e quasi 1.400.000 di cannabis. 

Oltre 2 milioni e mezzo di persone tra i 15 e i 64 anni (6,9%) hanno fatto uso di cocaina nel corso della propria vita. Tale percentuale pari all’1,2% se si fa riferimento all’uso nel corso del 2017 (circa 500.000 persone) e scende allo 0,4% (oltre 150.000 soggetti) se si considerano coloro hanno assunto cocaina nel mese precedente la compilazione del questionario IPSAD. 

Tra chi ne ha fatto uso nella vita, il 51,4% riferisce di poter reperire facilmente cocaina nei luoghi all’aperto o per strada, il 44,1% nei luoghi di aggregazione e divertimento, come discoteche e bar. Per il 30,2% risulta facile procurarsi la sostanza rivolgendosi a uno spacciatore, per il 27,2% in occasione di manifestazioni pubbliche, così come a casa di amici. Anche sul mercato online è possibile acquistare facilmente cocaina, modalità riferita dal 4% dei consumatori. 

Le informazioni relative all’uso di sostanze illegali nella popolazione studentesca sono fornite dallo studio campionario ESPAD Italia, che analizza i consumi psicoattivi (alcol, tabacco e sostanze illegali) e altri comportamenti a rischio, come l’uso di Internet e il gioco d’azzardo, tra gli studenti di età compresa tra i 15 e i 19 anni che frequentano le scuole secondarie di secondo grado. Lo studio rappresenta un solido standard per il monitoraggio a livello europeo ed essendo condotto da 20 anni, permette di studiare l’andamento della diffusione di consumi psicoattivi e comportamenti a rischio, nonché di valutare l’effetto di fattori economici, sociali e culturali sui vari aspetti dei fenomeni analizzati. 

http://www.politicheantidroga.gov.it/media/2445/339911.pdf