E adesso come la mettiamo, ministro Di Maio? Il Parlamento Europeo vi tira le orecchie sul Decreto Dignità

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Alla luce di quanto stabilito dal Parlamento Europeo fa riflettere l’impianto normativo del Decreto Dignità ideato dal MoviMento 5 Stelle di Di Maio (vice-premier e ministro del Lavoro e del MISE – nella foto sotto). 

Quando si parla di misure giustificate, proporzionate e necessarie, praticamente ci dovremmo con lo sguardo girare dall’altra parte. Sin dall’inizio abbiamo sottolineato l’incostituzionalità di questa operazione: il decreto legge che contiene norme proibizioniste sul gioco legale non aveva carattere d’urgenza e semmai il dispositivo legislativo doveva essere tema di dibattito prima nelle commissioni parlamentari competenti e poi in Aula. Invece, a colpi di voti di maggioranza, si è svuotato, su questa norma come su altre, il valore reale e istituzionale dell’iter parlamentare. Ormai il Parlamento serve solo a convertire i decreti legge. Alla faccia della democrazia parlamentare. Complimenti.

Le misure adottate da uno Stato membro per attuare il proprio regime nazionale in materia di tutela dei consumatori, anche per quanto concerne la pubblicità del gioco d’azzardo, dovrebbero essere giustificate, proporzionate all’obiettivo perseguito e necessarie ai sensi della giurisprudenza della Corte. In ogni caso, uno Stato membro ricevente non deve adottare misure che ostino alla ritrasmissione, sul proprio territorio, di trasmissioni televisive provenienti da un altro Stato membro”.

Una foto di Di Maio tratta dal web

Lo ha stabilito il Parlamento Europeo in occasione dell’adozione della nuova direttiva relativa alla fornitura di servizi di media audiovisivi, in considerazione dell’evoluzione delle realtà del mercato.

“Inoltre, gli Stati membri dovrebbero assicurare che i codici di condotta di autoregolamentazione e di coregolamentazione siano finalizzati a ridurre efficacemente l’esposizione di bambini e minori alle comunicazioni commerciali audiovisive relative alla promozione del gioco d’azzardo. A livello unionale e nazionale esistono diversi regimi di coregolamentazione o di autoregolamentazione intesi a promuovere il gioco d’azzardo responsabile, anche nelle comunicazioni commerciali audiovisive. Tali regimi dovrebbero essere ulteriormente promossi, in particolare quelli volti a garantire che messaggi di consumo responsabile accompagnino le comunicazioni commerciali audiovisive dei giochi d’azzardo”.