E in aula Giulio Cesare finì con chi sei tu e chi sono io…ma il regolamento è comunque quello di Genova

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Fa sorridere la ricostruzione fatta dal quotidiano Il Messaggero su quello che è successo in Aula Giulio Cesare sul tema del regolamento per le sale gioco e giochi leciti. Ormai PD e M5S se le cantano la mattina, così come la sera, e i risultati sono questi: il regolamento comunale su un settore così importante (a livello industriale) come il gioco lecito finisce con un semplice copia e incolla di quanto già deciso dai colleghi (PD) di Genova sempre sullo stesso tema. Non è kafkiano?

Polemica in consiglio comunale sulla delibera sul nuovo “Regolamento per le sale gioco e giochi leciti“, approvata ieri dall’aula Giulio Cesare, di cui è prima firmataria la presidente della commissione politiche sociali Agnese Catini (M5S). «Il Pd è favorevole a questa proposta di regolamento, com’è naturale che sia visto che lo avete copiato dal regolamento del 2013 licenziato da una giunta di centrosinistra del Comune di Genova – attacca Michela Di Biase, capogruppo PD – Lo avete tanto copiato, che avete copiato anche i refusi». Secondo Andrea De Priamo (Fdi-An), «è curioso che si sia copiata la delibera, ed è curioso anche che si siano riprese le nostre proposte con gli emendamenti». Replica Sara Seccia (M5S): «il testo è stato molto ripulito», rispetto a quello del capoluogo ligure, ma «è naturale comunque che si tenda a emulare». Il regolamento prevede tra l’altro che «l’ubicazione dei locali dai luoghi sensibili auna distanzadi almeno 350 metri all’interno del perimetro dell’anello ferroviario e di almeno 500 metri al di fuori di tale perimetro». fonte: Il Messaggero