E’ più forte di lui. Di Maio torna ad attaccare il gioco.

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Mi sto facendo l’idea che ci sia qualcosa che vada oltre l’impegno lavorativo o il credo politico, perché altrimenti non si spiega. Questa “crociata” nei confronti del gioco incessante, giorno dopo giorno, ora dopo ora, trasmissione dopo trasmissione, non trova mai la parola “fine”. Ci sarà qualcos’altro che non riusciamo a vedere o capire. Ma è incredibile. Non c’è occasione pubblica infatti in cui il ministro Di Maio non si prodighi nell’affossare il settore. E bisogna dire che in questo è molto bravo. E’ un promoter perfetto del fronte proibizionista. Peccato che nei suoi attacchi non ci sia mai una analisi tecnica, ma solo slogan.

Poi anche questo ritornello delle lobby dopo un po’ stanca. Anche perché se fossero così forti e “chirurgiche” il Decreto Dignità sarebbe stato già modificato nelle parti più “sensibili” per l’industria del gioco. La realtà è invece esattamente opposta. Il M5S ha fatto quadrato e non fa toccare palla al comparto dei lobbisti. Averli o non averli al proprio fianco è ininfluente. 

“Il Decreto Dignità lo stanno combattendo due categorie, le lobby e le opposizioni. Tutti parlano della parte del Decreto sulla lotta alla precarietà che è una parte importante del decreto ma non è tutto. Io ricordo che questo è un decreto che mette fuori legge la pubblicità sul gioco d’azzardo e abbiamo tutte le lobby del gioco d’azzardo che ci vengono addosso. E impedisce alle aziende che vengono in Italia, comprano i macchinari con i soldi degli italiani e poi se li portano in Romania, in Brasile ed in Turchia. E’ contro le delocalizzazioni. Sono queste parti qui che stanno tifando per far saltare il decreto e chi oggi sta facendo una battaglia strumentale e inutile contro il decreto, sta avallando quel genere di lobby che lo vogliono combattere per altre ragioni che non riguardano i contratti a tempo determinato”. E’ quanto ha dichiarato poco fa Luigi Di Maio durante il programma “In Onda” su La7. Il Ministro del lavoro e dello sviluppo economico è tornato nuovamente sulla questione delle critiche al Decreto Dignità che sarebbero solo strumentali e per avallare le “lobby dell’azzardo e delle delocalizzazioni”.