E se i veri ossessionati dal gioco fossero invece “loro”?

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Il dubbio inizia a pervadermi. Si parla di ludopatia, di numeri di ludopatici, che crescono di giorno in giorno, a seconda delle dichiarazioni di questo o quel soggetto (ma sempre senza una scientificità nell’analisi – nella media dei casi). Ma qui mi pare che ci sia una “ossessione” nei confronti del mondo del gioco. Come se fosse il male assoluto da debellare nel nostro Paese. Di fumo, droghe e alcool, neppure una parola.  E anche questa apertura di un tavolo (da parte del ministro Di Maio), messi all’angolo come dei “colpevoli”. Ma dai, ma stiamo scherzando. Lo trovo avvilente, dequalificante, imbarazzante solo come idea. Testa alta e dignità dico agli imprenditori del settore. Una nuova “trappola” sotto forma di confronto democratico. Non ci cascate. Non entrate nella “tonnara” pentastellata. 

I lobbisti del gioco d’azzardo affiliati a Confindustria vorrebbero sedersi al tavolo con me per convincermi a tornare sui miei passi e non vietare la pubblicità al gioco dell’azzardo. Mi spiace per loro, ma non cambio idea”. E’ quanto replica Luigi Di Maio, ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico alle richieste degli operatori di gioco di aprire un tavolo di lavoro per discutere sulle norme sui giochi contenute nel Decreto Dignità. “Vietare la pubblicità al gioco d’azzardo – ha continuato Di Maio – è un passo storico di grande valore culturale. Sono convinto che non distruggerà il settore del gioco legale e per quanto riguarda gli investimenti pubblicitari semplicemente verranno sostituiti da quelli di altre industrie, come è avvenuto quando è stata vietata la pubblicità al tabacco. Per quanto riguarda il tavolo con me io sono disponibile, a patto che assieme a me ci siano anche le associazioni no slot, i familiari delle vittime dell’azzardopatia e altri comitati, che, a vario titolo, combattono questa piaga, così capiranno anche loro perché un provvedimento di questo tipo sia assolutamente necessario. Per me – ha concluso – vengono prima i cittadini e la loro qualità di vita”